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Nuovi test per l'Alzheimer all'Irccs Fatebenefratelli di Brescia

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Roma, 15 set. (askanews) - Il 21 settembre sarà la giornata mondiale dell'Alzheimer, la malattia caratterizzata dalla presenza di placche di beta-amiloide e grovigli neurofibrillari di proteina tau-iperfosforilata, che possono accumularsi nel cervello diversi anni prima dalla comparsa dei sintomi clinici. Per la rilevazione delle alterazioni patologiche si ricorre alla tomografia a emissione di positroni (PET) o dosaggio nel liquido cerebrospinale (CSF) di determonati elementi: negli ultimi anni è stato fatto un ulteriore passo in avanti con l'inclusione di biomarcatori tra i criteri per la diagnosi di Alzheimer. Ci lavora molto l'Irccs Fatebenefratelli di Brescia: " La ricerca sui biomarcatori nelle malattie neurologiche ha fatto di recente notevoli passi in avanti grazie allo sviluppo di metodiche ultrasensibili in grado di misurare analiti presenti anche a basse concentrazioni nel sangue e che riflettano alterazioni patologiche a livello centrale. In particolare, per quanto concerne le demenze una grande attenzione è oggi rivolta a due proteine che possono essere quantificate nel sangue: la catena leggera del neurofilamento (NfL) e la proteina tau fosforilata - dichiara il direttore scientifico Roberta Ghidoni -. Sono stati recentemente sviluppati, da un gruppo di ricercatori svedesi con cui anche l'IRCCS collabora, saggi ultrasensibili in grado di misurare nel sangue i livelli della proteina tau fosforilata (p-tau-181); applicando tale saggio, in uno studio coordinato dalla Prof Barbara Borroni dell'Università di Brescia e che ha visto la partecipazione dell'IRCCS Fatebenefratelli e del gruppo svedese, è stata confermata l'utilità del dosaggio nel sangue di p-tau181 nel distinguere l'Alzheimer da altre forme di demenza ed il valore prognostico del marcatore NfL".

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