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Nuovo canone Rai: cosa cambierà e quanto si pagherà

Davide Mazzocco
UCosima Scavolini/LaPresse 02-08-2011 Roma Spettacolo Firma dell'accordo tra la Rai e il Ministero della Cultura Nella foto il cavallo antistante l'ingresso della rai di Viale Mazzini Photo Cosima Scavolini/Lapresse 02-08-2011 Rome Entertainment Agreement between Rai and minister of culture In the photo entrance of Rai in Viale Mazzini


Il canone Rai verrà dimezzato, questo è quanto trapela da indiscrezioni provenienti da Viale Mazzini, storica sede capitolina della televisione di Stato. Il Governo Renzi appare intenzionato a riformare il canone con un decreto da convertire in legge entro il 2015, dimezzando la quota a carico delle famiglie in possesso di un apparecchio televisivo, ma dando la caccia agli evasori che, attualmente, rappresentano un quarto delle famiglie italiane.

Chi può non pagare il canone Rai


Secondo indagini di mercato, infatti, l’apparecchio tv è presente nel 98% delle case italiane, ma i non pagatori sono il 27% del totale: la differenza è dunque del 25%, quella dei probabili evasori. C'è anche da notare, comunque, che non solo i possessori di tv sono tenuti al pagamento (per approfondimenti "Canone Rai, perché non serve avere la tv perché ci sia l'obbligo di pagamento").

Il canone così come lo conosciamo sparirà, sostituito da una tassa che sarà finanziata dai versamenti dei contribuenti, ma anche dai proventi in arrivo dai Giochi, compresa la Lotteria Italia. L’introito che andrà a finanziare il servizio pubblico televisivo dovrebbe aggirarsi sui 2 miliardi di euro, con un importante aumento rispetto agli attuali 1,7 miliardi di euro.

La tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo dovrebbe oscillare fra i 35 e i 65 euro, in funzione del reddito e dei consumi. Il nuovo meccanismo terrà conto dei consumi e del reddito delle famiglie. Il possesso della televisione andrà indicato nella dichiarazione Irpef che serviranno per valutare redditi e consumi e determinare l’aliquota di appartenenza.

Chi ha istituito il canone Rai

L’iter della riforma del canone è soltanto all’inizio e il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo e alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, incontrerà a breve il premier Matteo Renzi per discutere in merito alla nuova formula di tassazione che, dopo essere passata attraverso il Tesoro, viene  riversata alla Rai, dopo la detrazione dell’Iva e del contributo all’Accademia di Santa Cecilia.








Dunque il servizio pubblico nazionale sarà sorretto dai giochi – in particolar modo la Lotteria nata nel 1958 –, da un’imposta di consumo/reddito ancora da definire nei dettagli e, naturalmente, dagli introiti provenienti dalla raccolta pubblicitaria.
Intanto sia a Viale Mazzini che a Cologno Monzese si fa festa dopo che il Garante delle Comunicazioni ha approvato il nuovo tariffario sulle frequenze che prevede per Rai e Mediaset un affitto di 12,56 milioni di euro, rispetto ai 26 e ai 20,3 milioni pagati fino al 2013 che i due gruppi pagavano fino allo scorso anno. Le nuove condizioni sono favorevoli al duopolio, ma si rivelano una beffa per l’emittenza privata: molte televisioni locali non pagheranno più un forfait di 17.776 euro, ma una tassa decisamente più cospicua. Nei prossimi mesi molte emittenti locali chiuderanno i battenti, mentre i principali poli pubblico e privato saranno rafforzati dalla selezione prodotta dall’ente preposto – letteralmente – a essere “Garante delle Comunicazioni”.