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Nuovo San Siro, Scaroni: "Difficile che il Comune possa rifiutare l'investimento". E ipotizza i tempi

Stefano Bertocchi
·2 minuto per la lettura

“Piano B per lo stadio? Francamente non riesco a immaginare che il Comune di Milano possa rifiutare un investimento da 1,2 miliardi totalmente finanziato privatamente da capitali esteri in questo momento difficile della nostra città, un investimento fatto per dotare la nostra città di uno stadio moderno. Capisco l’affetto per San Siro, ma se uno vede un qualunque stadio moderno stiamo parlando di un’altra cosa. Milano non può rimanere indietro e allo stesso tempo voler giocare un ruolo importante nel calcio europeo. L’ipotesi che il Comune rifiuti il nostro progetto la considero molto remota”. Sono le chiare parole rilasciate nelle ultime ore dal presiedente del Milan, Paolo Scaroni, nell'intervento durante “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento.

Paolo Scaroni e Beppe Marotta | Emilio Andreoli/Getty Images
Paolo Scaroni e Beppe Marotta | Emilio Andreoli/Getty Images

“La capienza sarà intorno ai 65mila spettatori. Abbiamo due progetti, la scelta finale non è ancora stata fatta ma la faremo immediatamente dopo il via libera del Comune. Lo stadio sarà bellissimo e modernissimo, terrà conto di tutto quanto abbiamo imparato dagli stadi di tutto il mondo. Sarà avverienistico, sarà una attrazione turistica di Milano anche lo stadio vuoto. Ne faremo un punto per il turismo e per l’intrattenimento dei milanesi e dei non milanesi" aggiunge ancora Scaroni, che poi prova a dettare i tempi: "Non dipende solo da noi. Noi dovremo fare una progettazione nel dettaglio che richiederà parecchi mesi, se il Comune ci darà tutte le autorizzazioni nel corso dei prossimi 8/9 mesi partiremo. Io mi auguro già di poterlo fare già l’anno prossimo. La data non è ipotizzabile, non dipende solo da noi. Immaginando per un secondo che si potesse dare il via ai lavori nell’anno prossimo, potrebbe essere sicuramente pronto per i Giochi 2026”.

“Fondi Lega? Il dado tratto ancora no, certamente è stato fatto un grande passo in avanti sia perché è stata accettata la proposta del consorzio guidato da Cvc sia perché è stato fatto all’unanimità, abbiamo bisogno di una Lega compatta che si muova tutta insieme a tutelare i proprio interessi - prosegue il numero uno del Diavolo -. Abbiamo davanti una serie di passaggi, come la suddivisione di questi 1,7 miliardi, ci sono diverse alternative: bisognerà decidere la tempistica e il modo in cui distrubire il denaro, oltre a quanti soldi tenere da parte per le iniziative infrastrutturali. Ci sono passaggi importanti davanti”.

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