Obama o Romney, quali effetti su Wall Street?

Dalla Newsletter di Borsainside del 29.10.2012:

Si avvicina sempre più l'Election Day del prossimo 6 novembre. Chi sceglieranno gli americani, Barack Obama o lo sfidante Mitt Romney? Le elezioni presidenziali statunitensi sono un evento chiave per l'economia globale. Dal loro esito dipende quanto durerà ancora l'espansiva politica monetaria della Fed che ha sostenuto negli ultimi mesi le borse. La futura politica fiscale e di bilancio potrebbe soffocare la modesta crescita negli USA, un importante mercato per le esportazioni della Cina e dell'UE. Sotto Romney e il suo vice, Paul Ryan, l' euro incontrerà sicuramente maggiori difficoltà che sotto una nuova amministrazione Obama. Romney è scettico nei confronti della moneta unica e dell'idea di Europa. Nile Gardiner, un suo consigliere di nazionalità britannica, che ha collaborato a lungo con il governo di Margaret Thatcher, ha scritto in un articolo nel "Washington Post" che la situazione in Europa è senza speranza: "Il progetto europeo si sta sgretolando e affondando in un mare di debiti".
La campagna elettorale resta aperta ma la maggior parte degli esperti a Wall Street si attende che verrà mantenuto lo status quo: Obama verrà rieletto, il Congresso resterà diviso tra democratici e repubblicani. Molti analisti guardano alle statistiche. Dal 1900 è stato quasi sempre confermato il presidente in carica quando le borse statunitensi hanno registrato una positiva performance nei mesi prima delle elezioni. Nonostante le sue recenti perdite il Dow Jones ha guadagnato da metà luglio circa il 5%. A sostenere Obama sono inoltre gli ultimi dati macroeconomici. Il tasso di disoccupazione è sceso a settembre al 7,8%. La fiducia dei consumatori è salita ad ottobre ai massimi da cinque anni.
Una conferma di Obama offrirebbe alle borse internazionali un terreno più sicuro e agibile. I mercati non avrebbero bisogno di abituarsi ad un nuovo presidente la cui politica non è stata ancora sperimentata. Anche a livello internazionale verrebbe tirato un sospiro di sollievo, soprattutto in Europa dove l'orientamento di molti governi tende a sinistra e dove Obama è molto amato dalla popolazione. Anche i dati degli anni precedenti promettono un rally in caso di una vittoria di Obama. In passato le borse statunitensi hanno guadagnato dopo la conferma di un presidente in carica fino alla fine dell'anno in media il 3%. Ci sono d'altra parte molti esperti che si attendono un rally anche se la dovesse spuntare Romney. In effetti una buona parte di Wall Street spera nella sua politica economica liberista. Una vittoria di Romney dovrebbe però far aumentare l'incertezza sulla continuità della politica di tassi "eccezionalmente bassi" della Fed. Alcune promesse di Romney sembrano oltre a ciò difficilmente realizzabili. Il candidato repubblicano punta a risparmiare $500 miliardi entro al 2016 ma vuole allo stesso tempo aumentare il budget militare e ridurre le tasse.
Le elezioni americane del 6 novembre prossimo, spingeranno in ogni modo molti investitori ad effettuare delle scelte riguardo i loro portafogli per cercare di cogliere occasioni o tendenze che andranno a delinearsi nel prossimo futuro. Ma quali sono in concreto i titoli che potrebbero essere considerati come favoriti o meno dall'elezione di uno o dell'altro candidato?
A beneficiare maggiormente di una vittoria di Barack Obama dovrebbero essere l'alluminio, le energie alternative, il settore farmaceutico/sanitario, l'industria edilizia, i servizi telefonici e le catene di ristoranti a basso costo. Anche il prezzo dell'oro dovrebbe apprezzarsi. Se Barack Obama dovesse venir rieletto la politica monetaria ultra-espansiva della Fed continuerebbe. I timori legati ad un possibile aumento dell'inflazione dovrebbero di conseguenza riaccendersi. Alcuni esperti credono che una conferma del candidato democratico possa far apprezzare l' oro  di almeno $100 all'oncia. I titoli auriferi potrebbero quindi brillare. Barrick Gold , il primo produttore al mondo del metallo giallo, è un investimento base nel settore.
Il settore farmaceutico/sanitario dovrebbe accogliere con sollievo una rielezione di Obama perchè verrebbe cancellata l'incertezza relativa alla sua riforma della sanità. L'Obamacare è in generale positiva per le imprese farmaceutiche perchè più individui hanno accesso alle cure sanitarie di base e alle medicine. Ciò comporta un aumento delle vendite. Tra le compagnie di assicurazione sanitaria è interessante Cigna . Quest'ultima ha pochi clienti individuali ma offre soprattutto pacchetti di gruppo per le aziende. In questo modo beneficia, grazie alla riforma di Obama, in particolar modo del nuovo business.
Per quanto riguarda il settore delle costruzioni segnaliamo Martin Marietta Materials . Il produttore di ghiaia trarrebbe sicuramente vantaggio da una vittoria del candidato democratico. Obama ha infatti promesso più investimenti nelle infrastrutture ed in particolare nel rinnovamento della rete stradale.
Molti comparti tradizionali dell'economia sperano in una vittoria elettorale di Mitt Romney. Soprattutto i settori finanziario e petrolifero beneficerebbero di una politica che vuole più libera impresa e meno regolamentazione. Anche i produttori di energia elettrica sarebbero tra i beneficiari di una presidenza del candidato repubblicano.  Sotto un'amministrazione Romney la ritirata dalle centrali a carbone non dovrebbe venir più forzata come sotto Obama. Il terzo a godere sarebbe il settore ferroviario, impegnato nel trasporto del combustibile fossile alle centrali elettriche. Anche i venditori di beni di lusso e le catene di ristoranti di alto livello dovrebbero trarre vantaggio dal piano fiscale di Romney che non vuole limitare il potere d'acquisto delle classi più agiate.
I bancari dovrebbero registrare un rally. Gli investitori sperano infatti che Romney ritiri alcuni paragrafi della legge Dodd-Frank che penalizzano in particolar modo gli utili del settore bancario. Soprattutto per quanto riguarda il trading per conto proprio delle banche d'affari potrebbero venir trovate delle scappatoie. Ciò favorirebbe certamente J.P. Morgan Chase & Co. , la più solida tra le più grandi banche statunitensi. Se Romney dovesse vincere le elezioni il titolo potrebbe rivedere i massimi raggiunti prima del pasticcio combinato dalla "Balena di Londra" nel trading di derivati, che ha causato una maxi-perdita di $4,4 miliardi.
Anche i titoli delle imprese che distribuiscono un elevato dividendo dovrebbero salire in caso dovesse esserci un cambio di inquilino alla Casa Bianca. Romney vuole infatti eliminare completamente la tassa federale sui redditi da capitale e sui proventi derivanti da dividendi e interessi. Gli sgravi fiscali approvati durante l'era Bush scadranno alla fine di quest'anno. I titoli che offrono un alto dividendo rischiano quindi di indebolirsi nel lungo termine, a meno di un intervento politico come quello annunciato da Romney Tra questi è molto amato tra gli investitori Altria . Il titolo del gigante dell'industria del tabacco presenta un rendimento da dividendo del 5,2%.
Un'eventuale vittoria di Romney metterebbe le ali ai titoli dei produttori di petrolio e gas . Il candidato repubblicano vuole liberalizzare l'estrazione sui terreni demaniali e facilitare le perforazioni nelle acque profonde e nell'Artico. Romney ha soprattutto l'intenzione di spingere lo sfruttamento dei giacimenti di scisto americani. L'utilizzo della fratturazione idraulica viene criticato dagli ecologisti ma offre un forte potenziale di profitto per le compagnie energetiche. Devon Energy si trova in un'eccellente posizione per beneficiare di un boom degli idrocarburi contenuti negli scisti. Il titolo ha sofferto di recente a causa della debolezza dei prezzi del gas ma potrebbe apprezzarsi significativamente se Romney dovesse vincere le elezioni.

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