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Obbligazione IVS a tasso fisso 3% 2026 Euro: pregi e difetti

Gabriele Bellelli
 

IVS è una azienda italiana attiva nel settore del foodservice con i distributori automatici di snack e bevande, quelli che incontri abitualmente nelle stazioni o negli aeroporti, ed è leader del mercato italiano ed al secondo posto a livello europeo.

Nei prossimi giorni inizierà la fase di emissione della nuova obbligazione "IVS GROUP TF OT26 CALL EUR" con isin XS2049317808 che nasce per sostituire l’emissione precedente (mi riferisco all’obbligazione IVS TF 4,50% 2022 che è in fase di richiamo anticipato rispetto alla naturale scadenza) con lo scopo di ridurre l’ammontare degli interessi erogati, sfruttando a proprio vantaggio l’attuale contesto di bassi tassi di interesse per rifinanziarsi, allungando inoltre anche la scadenza del debito.

La sostituzione di un’emissione con un’altra non è una novità per IVS, dal momento che anche l’obbligazione IVS 2022 era stata a sua volta emessa nel 2016 con lo scopo di rimborsare in anticipo il bond IVS 7,125% 2020, anche in questo caso aumentando la scadenza del debito e riducendo gli interessi.

Entrando nel dettaglio, la nuova obbligazione sarà in emissione a partire dalle ore 9 di lunedì 30 settembre e si concluderà, salvo proroga o chiusura anticipata, alle ore 17.30 di venerdì 11 ottobre e presenterà le seguenti caratteristiche:

  • obbligazione: "IVS GROUP TF OT26 CALL EUR" o  “IVS Group S.A. senior unsecured notes due 2026”
  • codice isin: XS2049317808
  • data di godimento: 18/10/2019
  • data di scadenza: 18/10/2019
  • prezzo di emissione: 100

sottoscrivibile direttamente sul MOT di Borsa Italiana acquistando in emissione non si pagano le commissioni di acquisto mercato di quotazione: MOT di Borsa Italiana emissione “a rubinetto” cedola: tasso fisso 3% lordo con pagamento della cedola con frequenza annuale opzione call di richiamo anticipato: in questo caso, dal 18 ottobre 2022 al prezzo di 101.5%, dal 18 ottobre del 2023 al prezzo di 100,75%, dal 18 ottobre del 2024 al prezzo di 100,375% e dal 18 ottobre del 2025 al prezzo di 100% valuta: Euro taglio minimo: 1.000 euro.

La domanda che sorge spontanea è “conviene acquistare questa obbligazione?”.

Purtroppo non c’è una risposta univoca per ogni investitore, dal momento che si tratta di una obbligazione con pregi e difetti ed occorre ponderarli in base alla propria pianificazione finanziaria e alla luce della propria ottica temporale e del proprio grado di rischio.

Tra i punti di forza, occorre indubbiamente citare il taglio minimo e l’emissione corporate, che di questi tempi sono una rarità che permette di diversificare il portafoglio.

Tra le criticità invece ritengo utile citare sia che questa emissione non ha rating sia che l’emittente sia una società che produce utili ma, al tempo stesso, presenta un indebitamento non trascurabile ed in aumento.

Non trascurerei inoltre il fatto che questa emissione viene emessa con il solo scopo di rimborsare la precedente emissione (IVS TF 4,5% 2022).

In merito al rendimento (tasso fisso del 3%) in questo contesto di tassi a zero può sembrare interessante ma personalmente lo ritengo ridotto, se rapportato al grado di rischio dell’emissione.

Dal mio punto di vista, ritengo che l’obbligazione possa essere valutata da inserire in portafoglio in dosi omeopatiche solo dai risparmiatori con un grado di rischio medio-alto.

Dal punto di vista operativo, oltre che da cassetto, questa emissione potrebbe essere valutata anche in ottica di breve periodo: se il mercato obbligazionario resterà ingessato sui livelli attuali di rendimento, è possibile che il prezzo dell’obbligazione possa aumentare di un paio di punti percentuali.

Autore: Gabriele Bellelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online