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Obbligazioni, secondo Capital Group i "fallen angel" hanno smesso di cadere

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Obbligazioni, secondo Capital Group i
Obbligazioni, secondo Capital Group i

Il mercato sconta un ulteriore aumento dei declassamenti da Investment Grade a High Yield nell’ordine di $59 mld ma la stima potrebbe essere eccessiva e le agenzie di rating forse sono state troppo pessimiste

Dopo mesi turbolenti per i mercati del credito, le misure di sostegno senza precedenti di governi e banche centrali hanno contribuito a riportare la calma. Nonostante un lieve aumento della volatilità a settembre, la propensione al rischio nei mercati creditizi rimane nettamente superiore rispetto al culmine della crisi, con gli spread in forte contrazione. Certo, la pandemia ha inciso pesantemente sulla qualità degli emittenti, aumentando i 'fallen angel', vale a dire gli ‘angeli’ caduti dall’empireo dell’Investment Grade a livello High Yield. I lockdown hanno contribuito al rapido aumento dell'indebitamento delle imprese, mentre la flessione economica ha compromesso la generazione di utili necessari a finanziare il debito.

FORSE ECCESSIVE LE STIME DEL MERCATO

Jeremy Cunningham, Investment Director di Capital Group, si chiede in un commento se gli ‘angeli’ abbiano smesso di cadere e sottolinea che nel mercato statunitense i fallen angel hanno raggiunto 160 miliardi di dollari da inizio anno, in aumento rispetto ai 32 e ai 23 miliardi dei due anni precedenti, con la maggior parte dei declassamenti concentrata tra febbraio e maggio, ben prima che si potesse valutare l’impatto del Covid sulla base dei risultati societari del secondo trimestre. L’esperto di Capital Group nota che il mercato sta scontando un ulteriore incremento dei 'fallen angel' nell’ordine dei 59 miliardi di dollari, ma aggiunge che alcuni operatori ritengono la stima eccessiva e che gli outlook delle agenzie di rating siano stati troppo pessimisti, visto che alcune ricerche hanno ridotto a 32 miliardi le previsioni relative ai 'fallen angel' per questo ciclo.

RELATIVAMENTE POCHI DECLASSAMENTI

Da maggio in poi, prosegue Cunningham, sono state relativamente poche le società declassate a High Yield, ma la tendenza potrebbe invertirsi rapidamente in caso di peggioramento delle prospettive economiche. Un altro aspetto positivo segnalato da Capital Group è che la quota del debito BBB, il rating più basso di categoria Investment Grade, da gennaio ha registrato una modesta flessione, anche se si è comunque trattato di un cambiamento di direzione per questa metrica. Inoltre, un discreto numero di società è ancora in difficoltà, con ben 290 miliardi di dollari di bond con rating BBB- con outlook negativo. Ma, sottolinea Cunningham, gli investitori bottom-up concentrati sui fondamentali dovrebbero essere in grado di distinguere gli emittenti più robusti da quelli in reale difficoltà.

LA RISPOSTA DEGLI EMITTENTI

Anche gli emittenti europei hanno subito un numero significativo di declassamenti e un aumento dei 'fallen angel' che, da inizio anno, hanno raggiunto i 47,4 miliardi, pari al 2,1% del nozionale Investment Grade, ma resta un dato molto lontano da quanto stimato inizialmente anche grazie alla più rapida ripresa dell’economia, del sostegno fiscale e delle iniziative delle società, come aumenti di capitale, cessioni di asset, tagli dei costi, dei dividendi ed emissioni ibride. Per questo Cunningham ritiene che i segnali di ripresa dell'economia europea e il continuo sostegno monetario e fiscale potrebbero contribuire a minimizzare i danni.

STIMARE LA CONTRAZIONE DEGLI SPREAD

Capital Group sottolinea che la domanda di credito Investment Grade è rimasta comunque robusta e positiva per il contesto tecnico, con uno dei principali motori trainanti rappresentato dall’ammontare di titoli di Stato con rendimenti negativi o bassissimi e in un contesto che è improbabile cambi nel breve-medio termine. Visto però che persistono ancora molte incertezze, Capital Group non esclude che torni una certa volatilità e osserva che ai livelli attuali le valutazioni sono meno interessanti rispetto al culmine di volatilità a inizio anno. Per questo consiglia un approccio prudente, imprescindibile in considerazione dei livelli di rischio e incertezza che permangono e dell'indebolimento dei fondamentali. Mentre il contesto tecnico rimane favorevole, per Capital Group la sfida è ora determinare l'entità di un’ulteriore contrazione degli spread sostenuta da fattori tecnici positivi.