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Occasioni nel debito emergente, nel credito USA e nei climate bond

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Occasioni nel debito emergente, nel credito USA e nei climate bond
Occasioni nel debito emergente, nel credito USA e nei climate bond

Fondamentali forti e valute trascurate sostengono il debito emergente mentre selezione e rotazione sono la chiave nel credito USA. Rischi per l’esito delle elezioni tedesche: focus sui settori più sensibili alla duration

FONDAMENTALI ROBUSTI PER GLI EMERGENTI

Il Bond Bulletin settimanale del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management si attende dalla Banca centrale cinese un ulteriore taglio al coefficiente di riserva obbligatorio e ulteriori misure di allentamento, prevedendo anche un finanziamento a sostegno di occupazione e Infrastrutture. La conferma di questo scenario per la Cina e l’avanzamento delle campagne vaccinali in numerosi paesi dovrebbero creare un robusto quadro fondamentale per i Mercati Emergenti in generale. Come si legge nell’articolo “JP Morgan: nel reddito fisso prospettive positive per Cina ed emergenti” secondo il Bond Bullettin, le valutazioni dei titoli governativi cinesi sono ancora abbastanza interessanti, mentre i titoli di stato in valuta locale di altri Emergenti non risultano altrettanto interessanti. Quelli che offrono i rendimenti più bassi, come tailandesi e polacchi, potrebbero accusare un colpo se all’inizio del quarto trimestre i tassi core statunitensi dovessero risalire dai attuali minimi. Guardando invece al debito in valuta forte, il quadro fondamentale stabile dei Mercati Emergenti è di buon auspicio per i governativi in dollari, in particolare ad alto rendimento, dove gli spread sono risaliti dopo il minimo di giugno, anche se i margini per un’ulteriore compressione sono piuttosto limitati.

FINESTRA DI OPPORTUNITÀ PER L’INVESTITORE NELLE VALUTE EMERGENTI

Come ha modo di spiegare nell’articolo “BlueBay: ecco perché le valute emergenti sono favorite dai tassi USA più alti” Gautam Kalani, EM FX Strategist & Portfolio Manager, di BlueBay Asset Management, il mercato valutario dei paesi emergenti offre una finestra di opportunità per l’investitore, grazie alla combinazione di tassi reali nella giusta direzione e conti con l’estero migliori, che rendono il momento particolarmente propizio per prendere in considerazione le valute emergenti. La view costruttiva di BlueBay è stata innescata dalla massiccia distensione delle posizioni short sul dollaro che si è verificata a partire dal meeting della Fed di giugno, e che ha reso le valutazioni delle monete emergenti particolarmente interessanti.

SELEZIONE E ROTAZIONE SONO LA CHIAVE NEL CREDITO USA

Kirstie Spence, Fixed Income Portfolio Manager di Capital Group, nell’articolo "Capital Group: opportunità limitate nel credito USA" esamina le opportunità del reddito fisso americano sottolineando lo spazio ridotto per un’ulteriore compressione degli spread. Ma, avverte l’esperta di Capital Group, la selezione degli emittenti e la rotazione settoriale stanno diventando fonti chiave di rendimento, poiché le prospettive di ulteriore compressione degli spread sembrano limitate, mentre nell’attuale contesto di mercato sono possibili modeste perdite dovute al calo dei prezzi. Spence prevede comunque un ambiente di default abbastanza favorevole per il resto del 2021 e il 2022. Dopo aver toccato massimi pluriennali nel 2020, quando molti default previsti sono stati anticipati, il tasso di default si sta ora muovendo verso la sua media storica di circa il 5%.

LA DOMANDA DI HIGH YIELD DOVREBBE RIMANERE SOSTENUTA

Nel segmento obbligazionario non si può escludere un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato USA oltre i livelli attuali nel corso dell’anno. “Nell’ambito della ricerca di rendimento, la domanda di high yield dovrebbe rimanere sostenuta. Le emissioni investment grade dovrebbero continuare a beneficiare dei consistenti acquisti delle banche centrali ma i persistenti timori di tapering e le valutazioni onerose, espongono il segmento ad eventuali correzioni. Una situazione che rende opportuno adottare un approccio selettivo” sottolinea nell’articolo "Allianz Global Investors: contesto favorevole alla gestione attiva" Ann-Katrin Petersen, Investment Strategy di Allianz Global Investors.

IL RISCHIO CHIAVE DELL’ESISTO DELLE ELEZIONI TEDESCHE

Dal punto di vista del mercato obbligazionario, Adrian Hilton, Head of Global Rates and Emerging Market Debt di Columbia Threadneedle Investments, pur prevedendo movimenti dei rendimenti dei titoli di Stato europei all’interno di intervalli abbastanza stretti nei prossimi mesi, segnala un rischio chiave: l’esito delle elezioni tedesche. “Nel nostro scenario base non si ipotizza la formazione di un governo di coalizione di sinistra che prometta una politica fiscale permanentemente più espansiva o che cerchi di sfidare il “freno al debito” costituzionale tedesco. Un contesto che potrebbe spingere al rialzo i rendimenti” afferma nell’articolo “Columbia: cosa aspettarsi dalla riunione Bce di domani” il manager. In conclusione, Hilton ritiene che l’impegno della Bce a mantenere condizioni di finanziamento favorevoli in tutta l’Eurozona, anche se il ritmo degli acquisti di PEPP sarà ridotto, continuerà a rappresentare una protezione contro un aumento significativo degli spread, una condizione peraltro cruciale per i paesi più indebitati.

FOCUS SUI SETTORI PIÙ SENSIBILI ALLA DURATION

“Come gestori obbligazionari, la considerazione più rilevante riguarda la gestione dell’esposizione a quelli che la storia indica come i settori più sensibili alla duration, cioè alla scadenza media dei titoli che determina la sensibilità alla variazione dei tassi. Ci aspettiamo infatti che la Fed sia molto più tollerante all’inflazione di quanto noi investitori possiamo permetterci di essere” spiega nell’articolo “La gestione della liquidità come scudo agli impatti dell’inflazione” Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Management (gruppo Vontobel). A irrobustire questa tesi anche la performance dei mercati dei tassi durante il secondo trimestre che ha compresso i rendimenti. I livelli raggiunti sono, secondo Holman, incongrui considerando il potenziale di ulteriore inflazione, o il rischio di un passo falso comunicativo delle banche centrali.

CLIMATE BONDS

GAM, tra le maggiori società mondiali di gestione patrimoniale, ha lanciato una nuova soluzione di investimento interamente dedicata alla transizione ambientale. Si tratta della seconda strategia che integra la gramma di prodotti sostenibili. GAM aderisce all’iniziativa Climate Bonds, un progetto no profit che promuove gli investimenti sostenibili dedicati al clima per incentivare il mercato in tal senso. Fornisce, inoltre, informazioni, consulenza ai governi, analisi e il programma di certificazione e standard internazionali di best practice per l’emissione di green bond. “Siamo lieti di dare il benvenuto a GAM nella Climate Bonds Initiative, che investe in obbligazioni verdi e sostenibili che hanno un impatto positivo sull’ambiente – dice nell’articolo “GAM punta su obbligazioni a sostegno della transizione ambientale” Sean Kidney, CEO e cofondatore della Climate Bonds Initiative – Le banche hanno un ruolo cruciale per indirizzare i capitali verso i progetti che accelerano la transizione ambientale, e lo sviluppo di soluzioni come questa è fondamentale per accelerare il passaggio verso un’economia low carbon e attenta alle questioni climatiche.”

UN’ESPOSIZIONE AMPIA E DIVERSIFICATA SU 70 PAESI E OLTRE 30 VALUTE

BlackRock ha lanciato l’iShares Global Aggregate Bond ESG UCITS ETF (AGGE): risulta conforme all’articolo 8 della normativa SFDR e può essere utilizzato come elemento centrale del portafoglio ESG a reddito fisso. Si tratta di un ETF progettato per rispondere alle esigenze degli investitori sempre più orientati ad incorporare i fattori ESG nei loro portafogli a reddito fisso nell’ambito della transizione dai tradizionali ETF Fixed Income verso esposizioni sostenibili. AGGE, come si legge nell’articolo “Si arricchisce la gamma di ETF a reddito fisso ESG di BlackRock” offre un’esposizione ampia e diversificata al mercato obbligazionario globale, su 70 paesi e oltre 30 valute, e presenta un profilo di sostenibilità ottimizzato rispetto all’indice Bloomberg Global Aggregate, pur cercando di mantenere un profilo di rischio-rendimento simile. BlackRock è il primo asset manager sul mercato a lanciare un prodotto di questo genere: AGGE può infatti essere utilizzato come elemento centrale del portafoglio ESG a reddito fisso.

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