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Olimpiadi Pechino, Sisci: "Boicottaggio Usa? Non si fidano più dei cinesi"

·2 minuto per la lettura

"Gli americani non si fidano più degli impegni presi a livello internazionale dai cinesi". Il sinologo Francesco Sisci ragiona con l'Adnkronos dopo la decisione annunciata dall'Amministrazione Biden di non inviare una delegazione ufficiale a Pechino 2022 denunciando il "genocidio in atto e i crimini contro l'umanità nello Xinjiang".

E invita a guardare a due "elementi recenti" che "probabilmente hanno contribuito a decidere per il boicottaggio, che era in ballo da tempo". Il primo, dice Sisci, è il caso Peng Shuai, il secondo è la "ritorsione" di Pechino nei confronti della Lituania, su cui crescono le pressioni politiche ed economiche del gigante asiatico nel mezzo della disputa diplomatica sulle relazioni con Taiwan, l'isola che la Cina di Xi Jinping vuole "riunificare".

"La Lituania - ricorda - ha subito come ritorsione da parte di Pechino per il miglioramento dei rapporti con Taiwan un blocco delle sue esportazioni verso la Cina, a dispetto delle norme del Wto". E "all'America - osserva - sembra che la Cina si adegui alle norme internazionali quando le conviene", quindi dal punto di vista americano "la Cina è inaffidabile". Da qui, secondo il sinologo, la decisione sui Giochi olimpici invernali in programma per il prossimo febbraio a Pechino.

Un "facile boicottaggio politico-diplomatico", sottolinea, di fronte agli "interessi miliardari" intorno alle Olimpiadi, che "diventano un momento sia per l'America che per la Cina per 'contarsi'". Per vedere chi, in rappresentanza di quali Paesi e a quale livello, ci sarà il 4 febbraio a Pechino alla cerimonia di apertura. Intanto, conclude Sisci, l'unica certezza è che il summit virtuale di metà novembre tra Joe Biden e Xi Jinping "non era un segnale di miglioramento dei rapporti", ma serviva a "prendere le misure". E "le relazioni, che si sono ulteriormente raffreddate, continueranno a raffreddarsi".

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