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Oltre 408 mln per il Psr 2021-22 dell’Emilia Romagna

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 23 giu. (askanews) - Presentato oggil Psr di transizione della Regione Emilia Romagna: rafforzamento delle imprese agricole, misure per la montagna, ambiente e clima, le leve di sviluppo. Venti nuovi bandi nei prossimi 18 mesi. Tra i risultati attesi: 500 nuovi giovani titolari di aziende insediati, oltre 12mila ettari di superficie agricola destinati al biologico, mantenimento dei 300mila ettari di terra coltivati con metodi sostenibili, più di 5mila interventi di formazione a sostegno della conoscenza e circa 25 nuovi progetti dei Goi, gruppi operativi innovazione.

Attesi circa 440 milioni di investimenti da parte delle imprese stimolate dai fondi per il rilancio della competitività del settore. Più prevenzione per il contrasto al cambiamento climatico e per i danni da fauna selvatica e da parassiti. Con le nuove risorse la dotazione del Psr sfiora i 1,6 miliardi di euro per i nove anni di programmazione

Il Programma di sviluppo rurale dell'Emilia-Romagna per il periodo 2021-2022 vale oltre 408,8 milioni di euro (+35% rispetto alla programmazione precedente) destinati alla regione nel prossimo biennio di transizione, in attesa del nuovo Psr 2023-2027.

Le leve azionate per stimolare la competitività riguardano da una parte i nuovi insediamenti dei giovani e la strutturazione delle loro imprese (53,6 milioni di euro), oltre all'ammodernamento, in generale, delle aziende agricole e agroindustriali (117,5 milioni); e poi attenzione all'ambiente col sostegno a nuovi progetti di forestazione (8,2 milioni) e con azioni di contrasto ai danni prodotti dal cambiamento climatico, prevenendo, in particolare, quelli da gelate tardive che negli ultimi tre anni hanno messo in ginocchio la produzione ortofrutticola regionale (circa 5 milioni). Interventi che peseranno per oltre l'83% delle risorse sulle misure di investimento, circa l'11% sul premio di primo insediamento dei giovani e il 5% su innovazione e ricerca.

Ancora sui temi ambientali e della lotta ai cambianti climatici: sostegno agli imprenditori che operano in zone svantaggiate e aumento delle coltivazioni bio (110 milioni), gestione sostenibile delle risorse idriche (6,9 milioni di euro), forestazione, attività di prevenzione dei danni da fauna selvatica e riduzione delle emissioni di ammoniaca (17,4 milioni). Interventi che complessivamente saranno destinati per oltre l'86% ad aiuti agli agricoltori che adottano metodi produttivi sostenibili, circa l'8% a investimenti finalizzati alla sostenibilità e circa il 4% a progetti di innovazione e formazione.

Capitolo a parte meritano gli interventi per la montagna, che prevedono misure specifiche per la tutela ambientale degli ecosistemi forestali, per il contrasto all'abbandono attraverso pagamenti compensativi, per i servizi alla popolazione e la promozione territoriale (a quest'ultima misura sono destinati 19,6 milioni di euro per l'approccio Leader GAL).

Nel complesso, grazie alle nuove risorse saranno attivati investimenti delle imprese emiliano-romagnole per oltre 440 milioni di euro, sostenuti 500 nuovi giovani titolari di aziende, incentivati oltre 12mila ettari di superficie agricola destinata al biologico e mantenuti 300mila ettari di terra coltivati con metodi di agricoltura sostenibile, realizzati più di 5mila interventi di formazione a sostegno della conoscenza, circa 25 nuovi progetti dei Goi, gruppi operativi innovazione e attivati nei prossimi 18 mesi circa 20 nuovi bandi.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi, hanno spiegato che "le sfide che i nostri agricoltori dovranno affrontare nei prossimi anni tra cambiamento climatico, salvaguardia delle risorse naturali e bisogno di produrre cibo sano e di qualità per garantire la salute e il benessere di tutti noi hanno bisogno di trovare un sostegno forte e linee di indirizzo precise da parte delle istituzioni. La pandemia - ha detto Bonaccini - ci ha insegnato ancora di più quanto è fondamentale un sistema agroalimentare capace di resistere alle avversità. C'è bisogno di garantire il ricambio generazionale e la trasmissione di saperi, insieme alla ricerca e all'utilizzo di nuove tecnologie, per generare buona occupazione e salvaguardare il reddito. Il nuovo Programma di sviluppo rurale dell'Emilia-Romagna per i prossimi due anni si baserà su queste priorità, in attesa che l'Europa definisca la nuova Pac, piani che dovranno tener conto del peso e dell'importanza dei territori per sviluppare azioni sempre più efficaci".

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