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Omicida di Arese, le minacce al figlio dopo aver assassinato la moglie

·2 minuto per la lettura
Figlio
Figlio

Nuovi agghiaccianti particolari sono emersi in relazione alla brutale aggressione perpetrata ai danni della moglie da Jaime Moises Rodriguez Diaz. L’uomo, infatti, dopo aver ucciso la consorte ad Arese nella giornata di sabato 19 giugno, ha tentato di assassinare anche il figlio, prima di barricarsi in bagno e ferirsi con un’arma da taglio.

Omicidio Arese, dopo la moglie tenta di strangolare il figlio: la minaccia

Nella mattina di sabato 19 giugno, il 41enne di origini messicane, Jaime Moises Rodriguez Diaz, ha ammazzato la moglie Silvia Susana Villagas Guzman, 48 anni, nel loro appartamento sito in via Gran Paradiso ad Arese, in provincia di Milano. La famiglia si era trasferita nel comune milanese da circa un mese.

Dopo aver assassinato la donna, rinvenuta con una profonda ferita alla testa, l’omicida ha cercato di uccidere anche il figlio di 18 anni. In una simile circostanza, l’uomo si sarebbe scagliato contro l’adolescente, provando a strangolarlo con una cintura di nylon e urlando: “Ho ucciso tua madre e ora tocca a te”.

Il particolare emerso rispetto all’aggressione del figlio, quindi, porta Jaime Moises Rodriguez Diaz a dover rispondere non soltanto dell’accusa di omicidio ma anche dell’accusa di tentato omicidio.

Omicidio Arese, dopo la moglie tenta di strangolare il figlio: le dinaminche

Nonostante il tentativo di strangolamento del padre, il ragazzo è riuscito a difendersi e sfuggire alla furia omicida dell’uomo che, in un secondo momento, si è rinchiuso nel bagno della casa che abitava con la famiglia, autoinfliggendosi ferite con un coltello.

Intanto, il 18enne e i suoi due fratelli minori hanno allertato i vicini che hanno tempestivamente contattato le forze dell’ordine. Poco dopo l’aggressione, i carabinieri si sono recati sul posto e hanno trovato la 48enne Silvia Susana Villagas Guzman priva di vita e riversa nel proprio sangue e il 41enne barricato nella stanza da bagno che è stato medicato e arrestato.

Al momento, il 41enne si trova presso il carcere di San Vittore: struttura in cui è stato trasferito dopo essere stato curato e dimesso dall’ospedale di Garbagnate con una prognosi di dieci giorni.

Omicidio Arese, dopo la moglie tenta di strangolare il figlio: le indagini

Sulla base delle informazioni sinora diramate, pare che i rapporti tra Jaime Moises Rodriguez Diaz e il figlio fossero particolarmente tesi e caratterizzati da frequenti discussioni, che scaturivano in reazione carattere autoritario del 41enne.

Le forze dell’ordine stanno indagando al fine di scoprire se l’indole dell’omicida si fosse già tramutata, in passato, in attidi violenza o se l’omicidio della moglie e il tentato omicidio del figlio abbiano rappresentato un’inedita e improvvisa escalation.

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