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Omicron gela turismo e commercio. E tutti chiedono altri aiuti a Draghi

·6 minuto per la lettura
VENICE, ITALY - APRIL 29: A staff member of the Danieli Hotel walks through an empty restaurant on April 29, 2021 in Venice, Italy. Due to the Covid-19 pandemic, one third of the Marriott hotel chains have closed since March 2020. (Photo by Massimo Branca/Getty Images) (Photo: Massimo Branca via Getty Images)
VENICE, ITALY - APRIL 29: A staff member of the Danieli Hotel walks through an empty restaurant on April 29, 2021 in Venice, Italy. Due to the Covid-19 pandemic, one third of the Marriott hotel chains have closed since March 2020. (Photo by Massimo Branca/Getty Images) (Photo: Massimo Branca via Getty Images)

“Se a gennaio avremo un milione di positivi e 7-8 milioni di italiani costretti all’isolamento, rischiamo di rivivere una situazione simile a quella dell’anno scorso. E ci sarà bisogno di nuovi ristori da parte del governo”. Molte incertezze e tanta disillusione emergono dalle parole del direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella. “Per il 2022 prevedevamo un Pil in crescita al 4%. Se però milioni di persone non spenderanno a causa dell’aumento dei contagi e della variante Omicron, il dato sarà ben peggiore. E il governo dovrà indebitarsi”. Gli fa eco Bernabò Bocca, il capo di Federalberghi: “Le feste si stanno rivelando molto difficili per il settore alberghiero, tra disdette e mancate prenotazioni. Ma il vero problema saranno i primi tre mesi dell’anno nuovo”. Il Parlamento si muove. Dal Movimento 5 Stelle arriva la proposta: si confermino aiuti e ristori anche per il 2022. A due anni dall’inizio della pandemia, la luce in fondo al tunnel non è ancora chiaramente visibile.

Tutto è successo in un lampo. Lo scorso 29 novembre i contagiati erano poco più di settemila. Passano tre settimane, e la curva del contagio è schizzata su numeri mai visti durante le tre precedenti ondate. Tra la vigilia e il giorno di Natale, in sole 48 ore, 100 mila italiani sono risultati positivi al Covid dopo aver fatto il tampone. A inizio mese, le persone contagiate erano 170 mila. Ora sono mezzo milione. E con esse – e qui entriamo nel campo delle ipotesi – un milione e mezzo di italiani, se non di più, è costretto a rimanere a casa in autoisolamento. Insomma: non si prevedono lockdown per le prossime settimane. Ma di italiani chiusi in casa ce ne sono già due milioni e passa. Risultato: la filiera del turismo, ma in generale la maggioranza delle attività economiche ne soffrono.

Chiariamoci: la situazione non è la stessa di un anno fa. I vaccini hanno fatto effetto. I tassi di ospedalizzazione e decessi sono molto più bassi. E riguardano per lo più chi il vaccino lo ha rifiutato. La variante Omicron, ovvero la nuova versione in circolazione del virus SARS-CoV-2, sta però incidendo duramente su uno specifico parametro. Quello dei positivi al virus, in larghissima parte asintomatici. Ad oggi, da quello che sappiamo, può contagiare anche chi è vaccinato, ma non lo sta mandando con altrettanta facilità in ospedale. Ce lo confermano gli aggiornatissimi dati della fondazione GIMBE. Mezzo milione di attualmente positivi. Solo 10 mila i ricoverati tra reparti ordinari e terapie intensive.

Rispetto alle festività dell’anno scorso, ci sono molti meno morti. Ma gli isolati restano comunque tantissimi. A pagare il prezzo più alto – oltre a tutti coloro costretti a rimanere chiusi in casa per le feste – è prima di tutto il turismo. Quest’anno si prevedevano dieci milioni di italiani pronti a trascorrere le vacanze lontano dalla propria residenza. Per una spesa totale di 4,1 miliardi, dei quali una buona parte destinata a cenoni di Natale e Capodanno in ristorante e agriturismi. Ma le disdette si moltiplicano. Lo spiega una nota odierna di Coldiretti. A Roma, secondo Federalberghi, le prenotazioni negli hotel sono il 50% in meno rispetto al dicembre 2019, prima della pandemia.

Per non parlare dei trasporti. Non solo perché meno gente vuole ‘rischiare’ una vacanza con i contagi in aumento, ma anche perché tanti lavoratori del settore sono stati infettati. Il sito Flightaware fa sapere che fra la vigilia e Santo Stefano, in tutto il mondo, sono stati annullati oltre 8.000 voli, con diversi piloti e hostess in malattia o costretti alla quarantena per esposizione al virus.

L’effetto Omicron – tra contagiati effettivi, persone in quarantena e annullamento delle vacanze per evitare rischi – sta causando danni enormi alla filiera del turismo. “La variante è solo la ciliegina sulla torta” spiega ad Huffington Post Mariano Bella, responsabile dell’Ufficio Studi di Confcommercio. “Il turismo straniero, fetta importantissima delle entrate di questo settore, non si è mai del tutto ripreso. E questo è già un bel problema, perché sul nostro territorio gli stranieri hanno una propensione al consumo più elevata dei nostri connazionali che trascorrono le vacanze in patria. Poi ci si è messa Omicron. Anche se però, va detto, c’era una sfiducia generalizzata già prima del suo avvento, e anche prima degli ultimi provvedimenti del governo. Tante disdette sì, ma ancora di più tante mancate prenotazioni”.

Le festività sono andate così, ormai. Per fortuna, questi sono giorni di ferie per milioni di italiani. Rimanere costretti in casa, per buona parte di loro, non sarà un enorme problema. I timori però sono tutti legati alla ripresa delle attività dopo la Befana. “Fossi un albergatore, un ristoratore o un commerciante, sarei molto preoccupato. Il 2022 si apre malissimo. Intanto perché le grandi città d’arte, storicamente, attirano più turisti stranieri tra gennaio e febbraio”. Ma quella, probabilmente, era già una battaglia persa in partenza.

Secondo alcuni esperti, la pandemia potrebbe addirittura peggiorare. Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, è verosimile che nei prossimi giorni si possano raggiungere i 100 mila contagi al giorno. Se non si interviene sulle regole che prescrivono il tampone a chiunque abbia avuto un possibile contatto con un positivo, ha detto Matteo Bassetti dell’ospedale San Martino di Genova, il 25 gennaio potremmo avere 10 milioni di persone ferme, tra positivi e in quarantena precauzionale.

“Se raggiungeremo quei numeri, rischiamo di rivivere lo stesso scenario vissuto l’anno scorso, ai tempi del primo lockdown” avverte preoccupato Bella. “Certo, sarà la fortuna dell’e-commerce e del comparto alimentare, che durante la prima ondata hanno visto crescere il proprio giro d’affari. Ma che ne sarà degli altri settori? Per i saldi sarà un disastro. Calzature, sport, accessori. Sono quelli che soffriranno di più. 7-8 milioni di persone a casa significa che più del 10% della popolazione non farà acquisti che in condizioni normali avrebbe fatto. E lo stesso succederà con elettrodomestici, mobili ecc.”.

Probabilmente non rivivremo l’esperienza delle chiusure generalizzate, del primo lockdown, quello di marzo-giugno 2020. “Ma se milioni di italiani rimarranno in casa, sarà uno scenario simile”. E le ricadute si faranno sentire anche sul Pil. Perché quando i consumi crollano, il prodotto interno lordo è il primo a farne le spese. Ma poi, a catena, ci sarà un effetto moltiplicatore. “Con un crollo dei consumi, molte imprese rischiano la chiusura. Con le aziende ferme, e i lavoratori a casa, il governo dovrà intervenire”. I ristori dovranno essere estesi anche al 2022, come propone oggi il Movimento 5 Stelle, ma anche il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che chiede la proroga della cassa integrazione e adeguate moratorie fiscali, soprattutto per il turismo, ma anche per la cultura, il divertimento e il tempo libero in generale. “Se il governo dovrà intervenire, sarà costretto ad aumentare l’indebitamento per il 2022. E con un peggioramento di Pil e debito pubblico, cioè i due principali rapporti di finanza pubblica, si preannuncia una situazione molto complicata per l’Italia non solo per il nuovo anno, ma anche per quelli a venire”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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