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Opec, nel 2022 domanda petrolio tornerà livelli pre-pandemia. Previsioni

·3 minuto per la lettura

L’Opec mostra fiducia nel mercato del petrolio, entro il 2021 prevedono una crescita globale pari a 6 milioni di barili al giorno, con una domanda totale giornaliera che raggiungerà in media i 96,6 milioni di barili al giorno.

Il primo trimestre del 2021 è stato rivisto al ribasso a causa di una domanda di petrolio debole, molte economie trainanti sono rimaste bloccate dagli esiti della pandemia, in particolare i paesi consumatori dell’Ocse. I paesi americani appartenenti all’Ocse, però, hanno controbilanciato nel secondo trimestre 2021.

Sono questi alcuni dei dati estrapolati dal Monthly Oil Market Report di luglio, che l’Opec ha pubblicato giovedì 15 luglio.

Ora l’Organizzazione mondiale che raduna i maggiori produttori di petrolio, prevede per il 2022 solide aspettative di crescita dell’economia globale grazie ad un migliore contenimento della pandemia da Covid-19. Un migliore contenimento che riguarderà anche i paesi emergenti e in via di sviluppo.

Il miglioramento, è la previsione dell’Opec, stimolerà ulteriormente la domanda di petrolio portandola ai livelli precedenti la pandemia. A Livello mondiale la previsione indica in 3,3 milioni di barili al giorno l’incremento nel 2022. Se la stima si dovesse verificare corretta, la domanda mondiale dovrebbe raggiungere i 99,86 milioni di barili al giorno, con punte anche superiori ai 100 MB/giorno nella seconda metà del prossimo anno.

Per quanto riguarda i paesi non Ocse, la domanda dovrebbe aumentare di 1,8 MB/giorno, con un incremento maggiore in Cina e in India che potrebbe superare i livelli precedenti la pandemia.

Previsioni inflazione secondo l’Opec

Anche l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio non crede ad una impennata strutturale dell’inflazione, ed in fatti nel suo report mensile sullo stato del settore petrolifero scrive che per quest’anno le economie dell’Ocse vedranno una inflazione restare ancorata al 2% su base annua, mentre gli Stati Uniti faranno i conti con una inflazione annua del 4%.

Nel 2022 la situazione alta inflazione nell’Ocse, è attesa ridimensionarsi tornando al di sotto del 2%, con gli Stati Uniti al 2,5%.

La stima sull’inflazione dell’Opec, se si dovesse verificare corretta, porta a credere che nel 2022 non bisogna attendersi aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali del G4. Se ne riparlerà nel 2023.

La situazione petrolio a giugno secondo l’Opec

Il basket Opec (ORB) è aumentato, per il secondo mese consecutivo, anche a giugno raggiungendo la media mensile più alta dall’ottobre 2018. Il basket ha raggiunto una media di 71,89 USD al barile (+7%).

Il dato, comparato con il mese di giugno del 2020 (24,64 USD) rappresenta un aumento del +62,9%.

Anche il prezzo dell’ICE Brent è aumentato del +7,5% di media in giugno, preceduto dal prezzo del NYMEX Wti salito del +9,5%.

Secondo l’Opec, “gli hedge fund e altri money manager hanno incrementato le posizioni rialziste relative al greggio a giugno, in particolare nel WTI, mentre gli speculatori si concentrano sulle aspettative di aumento dei prezzi del petrolio”, si legge nel report mensile.

Trasporto petrolio su petroliere

Secondo l’Opec in giugno le tariffe delle petroliere sporche sono rimaste a livelli depressivi “a causa dell’ampia disponibilità di tonnellaggio e la domanda limitata di petroliere”.

Si evidenzia anche che “la ricerca di tariffe migliori ha persino incoraggiato l’uso di VLCC di nuova costruzione per trasportare prodotti puliti, erodendo le tariffe delle petroliere pulite. Le nuove consegne, le demolizioni minime e la debolezza della domanda di petroliere indicano che il mercato delle petroliere continuerà ad essere fiacco, probabilmente fino al prossimo anno”, conclude l’Opec.

This article was originally posted on FX Empire

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