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OPEC+ va per la sua strada, non favorirà discesa prezzo petrolio

·3 minuto per la lettura

I Paesi produttori di petrolio appartenenti all’OPEC e gli alleati che si riuniscono nell’OPEC+, non cedono alle pressioni degli Stati Uniti e non hanno alcuna intenzione di aumentare la produzione per allentare la risalita del prezzo del petrolio.

Oltre l’aumento di 400 mila barili progressivi, che porterà a raggiungere i 2,6 milioni di barili di greggio aggiuntivi al giorno entro il 2021, stabiliti la scorsa estate, non ci sarà alcun altro aumento straordinario della produzione.

Il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, durante una conferenza stampa di giovedì ha affermato: “La decisione è stata presa in precedenza di aumentare la produzione di 400.000 (barili al giorno) ogni mese, e sottolineo ogni mese, fino alla fine del 2022. Oggi è stata ribadita la decisione di mantenere i parametri attuali che sono stati decisi in precedenza”, lo riporta la Cnbc.

Questo significa che il mercato otterrà un aumento dell’offerta, ma graduale e come già precedentemente stabilito. Tuttavia, l’apparente improvviso aumento della domanda da parte dei consumatori ha messo sotto pressione l’offerta e questo fa balzare i prezzi.

La richiesta all’OPEC+ di aumentare la produzione è giunta anche dall’India e dal Giappone, ma il ministro russo ha fatto notare che sono stati aggiunti già 2 milioni di barili di greggio al giorno all’offerta globale.

Caduta nella domanda e non salita

Inoltre Novak crede che in realtà ci sia una caduta nella domanda nel terzo e quarto trimestre del 2021, che aggiunge motivazioni alla loro scelta di non aumentare la produzione. Ancora, il ministro fa notare che vi è una riduzione nella domanda di ottobre anche da parte dell’Unione Europea.

Ma allora cosa sta causando l’aumento dei prezzi del petrolio? La speculazione?

Secondo il ministro russo l’aumento dei prezzi lo si deve alla pandemia e al permanere di varie limitazioni in alcune nazioni.

Ma questa motivazione ultima in aggiunta all’abbassamento della domanda che farebbero schizzare i prezzi, paiono poco credibili. Già, perché la legge della domanda e dell’offerta resta sempre uguale a sé stessa e non varia in base alle stagioni.

Se, quindi, la domanda di greggio a livello globale sta diminuendo e permangono restrizioni che ne accentuano il calo della domanda, e a questo si aggiunge un aumento dell’offerta di 400 mila barili al giorno con un upgrade mensile, il prezzo in risalita dei carburanti appare come ingiustificato.

L’OPEC e le altre materie prime

Il ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, Suhail al Mazrouei, alla Cnbc ha fatto notare che il prezzo del petrolio non è schizzato in alto come accaduto per il gas naturale o per il carbone.

E ciò sarebbe avvenuto, secondo lui, perché il petrolio ha l’OPEC che riunisce tutti i produttori e che agisce per controllarne il mercato.

Come dire, dovremmo ringraziarli se i prezzi dei carburanti non sono saliti in modo incontrollato come accaduto per il gas naturale.

Naturalmente gli investitori del settore Oil & Gas, sugli aumenti gongolano.

This article was originally posted on FX Empire

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