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“Ora l’obiettivo è rendere questa maggioranza ancora più solida”. Conte va avanti

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lascia il Senato al termine del voto di fiducia, Roma 19 Gennaio 2021, Roma, 19 gennaio 2021. ANSA/ANGELO CARCONI/GIUSEPPE LAMI/CLAUDIO PERI (Photo: ANSA)
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lascia il Senato al termine del voto di fiducia, Roma 19 Gennaio 2021, Roma, 19 gennaio 2021. ANSA/ANGELO CARCONI/GIUSEPPE LAMI/CLAUDIO PERI (Photo: ANSA)

“Il governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l’obiettivo è rendere questa maggioranza ancora più solida”. Chi aveva dubbi su come Giuseppe Conte avrebbe preso atto di aver avuto il via libera del Senato ma senza maggioranza assoluta alle undici e un quarto della sera ha la sua risposta. Il premier è intenzionato ad andare avanti, a non dimettersi, convinto di avere una, forse due settimane di tempo per trattare un perimetro di maggioranza che superi quota 161.

Nella votazione serale finisce con 156 sì, che nei conti di maggioranza sono 157, considerata l’assenza per Covid del 5 stelle Castiello. Quattro sotto la cifra fatidica, ma anche due sopra l’asticella psicologica che si era dato il governo, fissata nei 155 voti. Abbastanza per azzardare una navigazione a vista fin che si può, e fin che 5 stelle e Pd (per tacer del Quirinale) lo permetteranno. Conte ha incassato i sì del forzista Causin e della collega di partito Maria Rosaria Rossi, quello sul filo di lana di Nencini, arrivato all’ultimo insieme all’ex 5 stelle Ciampolillo, la cui ammissione al voto è stata oggetto di lunga analisi da parte della presidenza del Senato. Segnali politici, li definiscono dalle parti della war room del capo del governo, che sa che non possono bastare ma che spera siano i primi passi di un percorso che possa confermarlo in sella.

Un esponente del governo a metà mattina conta il pallottoliere: “Siamo a 157 - dice profetico - poi siamo nelle mani di Conte”. Il presidente del Consiglio lavora alla costruzione di un gruppo, almeno una decina di elementi, che possa sostituire Italia viva organicamente nella maggioranza. Sa che un ritorno a Renzi sarebbe cosa affatto sgradita a un buon pezzo sia del Pd sia dei 5 stelle, decisi in ultima istanza a non sacrificare la legislatura immolandosi per lui, e sa che un ritorno sulle geometrie giallorosse probabilmente signifi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.