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'Ossa' della band La Monarchia, il grido di una generazione nell'Italia di oggi

·1 minuto per la lettura

In radio e su tutte le piattaforme digitali arriva 'Ossa', il nuovo singolo de La Monarchia, prima co-produzione Flebo/Banana Studios su etichetta Flebo (A1). Una storia d'amore appesantita dalle frustrazioni e il grido di una generazione nell'Italia di oggi. "E mi hai detto per sempre, sempre è una roba grossa/Di noi per sempre non rimarranno neanche le ossa/Sembri tua madre e io mio padre/Siamo due persone senza azione dentro una frase/Io no, Io no non mi arrendo/Sono a pezzi ma in fondo ti tengo", canta la band . E ancora: "Ma è tempo di partire è tempo di rischiare/ Un cambiamento serve perché tutto resti uguale/ Io no, io no Io no, io no/ Io no non mi arrendo".

Il brano - il primo con l’etichetta milanese – punta ambiziosamente a ridefinire il genere alt-pop italiano. La massiccia presenza di chitarre anni ’90 e i testi che raccontano le storie ordinarie di cui è costellata la provincia italiana confluiscono in un sound attuale e senza orpelli grazie ad una melodia diretta e al canto energico e senza fioriture del frontman e cantante Giulio Barlucchi.

Una storia d'amore, sì, ma anche una città intrappolata nell'indefinita via di mezzo tra la metropoli e il paese. Sono queste le "ossa" del brano che da domani 7 maggio tutti potranno ascoltare. Un mood apparentemente disincantato si alterna fra strofa e ritornello fino a diventare, nello special finale, un grido generazionale che si interroga sulla complessità e, a volte, la frustrazione, di avere ambizioni da spendere in un mondo stretto come certe province italiane.