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Osservatorio Faini, a maggio battuta d'arresto per pil, -0,04% su mese

(Adnkronos) - Battuta d'arresto a maggio per il pil che registra una marginale flessione (-0,04% su mese dallo 0,6% di aprile), con una variazione su base tendenziale del 4,4% (dal 5,4% di aprile). E' quanto emerge dall'aggiornamento della stima del prodotto interno lordo reale mensile dello scorso mese, contenuta nell'analisi elaborata dalla Fondazione Tor Vergata diretta da Beniamino Quintieri, attraverso il suo Osservatorio Faini creato in collaborazione con il Mef, che l'Adnkronos ha potuto visionare.

La dinamica più vivace tra dicembre e marzo riflette la revisione al rialzo del pil di 0,3 punti percentuali effettuata dall'Istat con la pubblicazione dei conti economici trimestrali del primo trimestre del 2022, a cui si accompagna un'ulteriore accelerazione in aprile. In prospettiva, il permanere di un quadro macroeconomico caratterizzato da tensioni inflazionistiche e ostacoli alla produzione, alimentati anche dai risvolti economici della guerra, potrebbe condizionare l'attività, rileva l'analisi.

Tuttavia, prosegue l'analisi, ad aprile la produzione industriale italiana, contrariamente alle attese del consenso, ha registrato una crescita dell’1,6% su mese, superiore a quanto si poteva prefigurare dal miglioramento delle attese di produzione delle imprese manifatturiere rilevate nell’indagine Istat sul clima di fiducia. Tra i raggruppamenti, i beni intermedi segnano l'aumento più ampio (2,0%) a fronte di un incremento meno marcato per i beni di consumo (1,6%) e per l'energia (1,4%); stazionari i beni strumentali.

L'incremento della produzione è inoltre coinciso con la revisione al rialzo del dato di marzo (+0,2% m/m dallo 0,0% della precedente release ), elemento che porterebbe la variazione acquisita per il secondo trimestre al 3,1% t/t. Dopo la marcata ripresa registrata in febbraio (4,0% m/m), poi proseguita in marzo (0,2% m/m), in apertura del secondo trimestre l’indice destagionalizzato si colloca 5 p.p al di sopra del livello di febbraio 2020. Le inchieste Istat di maggio rilevano il proseguimento della fase di arretramento del clima di fiducia per le imprese manifatturiere, a cui si accompagna la riduzione dell'indice Pmi Markit settoriale (51,9 da 54,5 di aprile), condizionato dall' indebolimento della domanda estera e della produzione. Sul fronte dei servizi si registra ad aprile un calo del Pmi (53,7 da 55,7 precedente), mentre il relativo clima di fiducia sale a 103,6 punti (dai precedenti 97,0 punti).

“L’indicatore mensile del Pil segnala una battuta d’arresto in maggio dopo tre mesi di significativa crescita – commenta il Capo Economista del Tesoro, Riccardo Barbieri – principalmente perché il modello prevede che si riassorba in parte il balzo registrato dalla produzione industriale in aprile. Tuttavia, l’andamento del secondo trimestre che si desume da questo come da altri modelli di nowcasting è decisamente positivo e in accelerazione rispetto al primo trimestre, grazie anche alla ripresa delle attività sociali e di intrattenimento, nonché del turismo. Sono semmai gli sviluppi relativi alla seconda metà dell’anno ad essere circondati da maggiore incertezza, giacché al rialzo dei prezzi energetici e alimentari causato dalla guerra in Ucraina si sono recentemente aggiunti la forte correzione nei mercati finanziari globali e l’allargamento dello spread sui titoli di Stato”.

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