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Outlook 2022 su Borsa Italiana, secondo Credit Suisse è positivo

·3 minuto per la lettura

“Per il prossimo anno prevediamo che la crescita globale rimarrà solida, trainata da molti dei fattori che hanno sostenuto la ripresa nel 2021”, scrive Credit Suisse nel suo Investment Outlook 2022 da poco pubblicato.

Una buona notizia che si estende anche all’Outlook 2022 per Borsa Italiana, la nostra Borsa nazionale.

Ad attenderci nel futuro prossimo, scrive Credit Suisse, “l’inizio di una significativa transizione economica e finanziaria. Una transizione non solo verso una realtà post-COVID, ma anche verso una crescita e una reflazione sopra il trend, una politica monetaria più normale e rendimenti più moderati sui mercati finanziari”.

E non è tutto, perché “c’è anche un altro aspetto importante: è una transizione verso una maggiore attenzione alla sostenibilità, dato che il mondo va verso le zero emissioni nette”.

Inflazione e Pil Italia: previsioni

Per l’Italia Credit Suisse prevede un Pil nel 2021 del +6,5%, sopra altre stime, e del +4,5% nel 2022. In entrambi i casi battendo la media dell’eurozona, rispettivamente: +5,3% e +4,2%.

Per quanto riguarda l’inflazione è prevista in netto aumento. Se nel 2020 è stata negativa del -0,1%, nel 2021 è prevista al +2,1% e nel 2022 al +2,7%. Quindi un motivo in più per cimentarsi nei mercati finanziari con il trading.

“Prevediamo il ritorno dei cicli economici di boom-bust del passato. È probabile che assisteremo all’indebolimento di politiche liberali come il libero scambio e la bassa pressione fiscale sulle imprese. Per contro, nuove normative e imposte e una maggiore ridistribuzione del reddito potrebbero creare un clima imprenditoriale più instabile e aumentare la volatilità economica. Di conseguenza, l’inflazione potrebbe essere più elevata rispetto agli ultimi 20 anni, ma l’iperinflazione appare improbabile”.

Il ruolo della BCE nei mercati

Gli investitori italiani con esposizione nel mercato interno, dovranno guardare anche alle mosse della Banca centrale europea (BCE), che prossimamente “potrebbe continuare a ridurre il suo programma di acquisto di attivi”.

Mentre a partire dal 2023, “il perdurare di un’inflazione elevata e di politiche fiscali flessibili potrebbero far prevalere una posizione meno accomodante sui tassi”.

Da tenere in considerazione, perché molto rilevante, che: “Sul piano politico, la possibile formazione di un governo di centro-sinistra in Germania potrebbe contribuire a trasformare il Recovery Fund dell’EU in un meccanismo fiscale permanente. Pertanto l’anno prossimo l’integrazione europea potrebbe compiere un sostanziale passo in avanti”.

L’euro contro il dollaro nel 2022

Nel 2022 l’euro potrebbe vivere una fase iniziale di debolezza contro il dollaro, con l’avvio del tapering da parte della Federal Reserve.

L’inflazione dovrebbe accelerare ulteriormente nel 2022 e “questo potrebbe esporre i mercati delle divise a un riprezzamento anticipato della normalizzazione della politica monetaria. I dati economici fondamentali rimangono più solidi nell’eurozona rispetto agli USA, soprattutto in termini di saldi esterni e di deficit fiscale”.

Stabilizzazione e ripresa dell’euro potrebbero verificarsi nel corso del 2022, con un rafforzamento, “ma questo risultato dipende dalla durata dell’impennata inflazionistica nell’eurozona e dalla capacità della BCE di portare avanti la normalizzazione rispetto alle attuali aspettative dei mercati”.

 

Per conoscere tutti gli eventi economici del giorno e della settimana in Italia e all’estero, leggi il nostro Calendario Economico completo con tutti gli eventi in programma per gli investitori.

This article was originally posted on FX Empire

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