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Overshoot day: la Terra “guadagna” tre settimane, ma non basta

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Overshoot day: la Terra “guadagna” tre settimane, ma non basta
Overshoot day: la Terra “guadagna” tre settimane, ma non basta

Quest’anno l’Overshoot day cade il 22 agosto: da quel giorno l’umanità consumerà risorse che la natura non sarà in grado di rigenerare entro il 31 dicembre. L’unica strada virtuosa è quella indicata da 20 anni da Etica SGR: lo sviluppo sostenibile

Il momento dell’anno in cui la nostra domanda di acqua, cibo, fibre, legno e assorbimento di anidride carbonica supera la cosiddetta “biocapacità globale”, ovvero l’ammontare di risorse biologiche che gli ecosistemi della Terra sono in grado di rinnovare in un anno. È questa la definizione dell’Overshoot day, calcolato dagli scienziati per individuare il giorno di ogni anno a partire dal quale l’umanità consuma risorse che la natura non è in grado di rigenerare entro il successivo 31 dicembre. Quest’anno cade il 22 agosto, tre settimane dopo il 29 luglio, l’Overshoot day del 2019, in quanto il lockdown ha fermato molte attività ed ha permesso al pianeta di respirare grazie alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla diminuzione della raccolta di materiale forestale.

LA PERICOLOSA SCALATA DELL’OVERSHOOT DAY

Negli ultimi 50 anni, l’Overshoot day ha continuato la sua pericolosa scalata. Se negli anni sessanta c’era ancora il pareggio di bilancio tra consumo e risorse rinnovabili, negli anni settanta l’Overshoot day cadeva il 10 novembre, e nel decennio successivo è arrivato a fine ottobre: dieci anni dopo ancora cadeva i primi di ottobre, poi a settembre e dieci anni fa avevamo già consumato tutte le risorse rinnovabili il 20 agosto: è poi arretrato al 2 agosto (2017), al 1° agosto (2018) e al 29 luglio (2019).

LA STRADA VIRTUOSA RESTA QUELLA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

Tuttavia, sebbene rispetto allo scorso anno l’impronta ecologica (carbon footprint) dovuta alle emissioni di carbonio sia scesa del 14,5%, la strada virtuosa resta quella dello sviluppo sostenibile. Lo sostiene Etica Sgr che, da oltre vent’anni, adotta un approccio tridimensionale sul tema del cambiamento climatico: l’aspetto ambientale è comunque sempre valutato anche rispetto alla dimensione sociale e di governance (ESG), approfondendo anche gli effetti in termini di implicazioni sul lavoro e, in modo più ampio, sulla comunità.

LA TRANSIZIONE GIUSTA CHE SOSTIENE ETICA SGR

Etica Sgr intende perseguire una transizione giusta, in linea con l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico 2015, con l’obiettivo di accelerare gli interventi a favore del clima in modo da raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. A questo proposito la società di gestione ha aderito alla campagna “Statement of Investor Commitment to Support a Just Transition on Climate Change” (Dichiarazione di impegno degli investitori per una transizione giusta ad un’economia a basso impatto per il clima).

MISURARE L’IMPRONTA DI CARBONIO DEL PORTAFOGLIO AZIONARIO

Sempre in quest’ottica va inquadrato l’impegno di Etica Sgr a misurare e rendicontare le emissioni del portafoglio azionario dei propri fondi etici. Dal 2015, infatti, in seguito alla sottoscrizione del Montréal Carbon Pledge, viene misurata l’impronta di carbonio: una rigorosa analisi di sostenibilità utile a calcolare con accuratezza l’impatto ambientale degli investimenti, di cui Etica Sgr tiene accuratamente conto nel corso del proprio processo di analisi dei titoli in portafoglio.