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Oxford Economics, 'effetto Draghi' non ha ancora convinto investitori stranieri

·2 minuto per la lettura

"Nonostante la copertura mediatica internazionale molto positiva, l' 'effetto Draghi' non ha completamente convinto gli investitori stranieri". Lo sottolinea l'osservatorio di Oxford Economics in una analisi da cui emerge come gli investimenti diretti esteri verso l'Italia sono aumentati dall'arrivo a Palazzo Chigi dell'ex presidente della Bce "ma solo in maniera marginale" mentre la quota di detentori esteri sul debito italiano è rimasta stabile negli ultimi trimestri, intorno al 30%. Nell'analisi, firmata dall'economista Nicola Nobile, si ricorda poi come "il recente aumento dello spread italiano, dopo la riunione della Bce di fine ottobre, fa pensare che il destino dei Btp italiani resti legato alle decisioni di politica monetaria" più che a un sostegno convinto degli investitori esteri.

Nel documento si segnala come Draghi stia dimostrando maggiore capacità di "guida del governo" rispetto ai precedenti premier tecnocrati, come Mario Monti nel 2011-13, sebbene - si riconosce - "l'obiettivo di Draghi di sbloccare" l'erogazione e le distribuzione dei fondi Ue "sia politicamente molto più praticabile del compito di Monti, che doveva applicare un pacchetto di misure di austerità".

Guardando all'evoluzione della politica italiana (a iniziare dal voto per il Quirinale) "molto probabilmente il prossimo governo italiano non sarà riformista come quello attuale" ed è verosimile "che l'ambiente politico nei prossimi anni non sarà così favorevole come questo" osserva Oxford Economics.

"La volontà del governo - iniziare e completare più riforme possibili - è chiara e Draghi sta facendo il possibile per portare a casa" qualche risultato ma - come sottolinea Nobile all'Adnkronos - deve fare i conti con una maggioranza che gli mette i bastoni fra le ruote, pensando al proprio elettorato". Un esempio - aggiunge - arriva "dalla presentazione del Dl Concorrenza, in cui non viene toccata la questione balneari, oppure la riforma del Catasto, che è stata proposta come un esercizio puramente statistico con il mantenimento dello status quo fino al 2026: insomma, il governo sa che alcune situazioni non possono essere affrontate".

Peraltro "non tutti gli interventi avviati avranno un effetto immediato" ricorda l'economista "e lo scenario politico, fra un anno se non prima, potrà cambiare e alcune di queste riforme potrebbero essere bloccate".

"Il vero problema - aggiunge Nobile - riguarda gli investitori stranieri: oggi sembrano credere soprattutto all'effetto Draghi, il nodo è cosa avverrà quando non sarà più" a Palazzo Chigi. D'altronde, quello con gli investitori stranieri, conclude l'economista, "non è un processo che avviene dall'oggi al domani, ma un corteggiamento su un'orizzonte temporale lungo".

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