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S&P conferma rating BBB, ma migliora l'outlook

webinfo@adnkronos.com
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S&P conferma il rating BBB per l'Italia e migliora l'outlook che passa da negativo a stabile. Lo scorso aprile Standard&Poor’s ha confermato per l’Italia il rating “BBB” con outlook negativo, un giudizio due gradini sopra il livello speculativo 'spazzatura'.

La pandemia Covid-19 "ha colpito duramente l'economia italiana; secondo le nostre proiezioni, il pil non tornerà ai livelli del 2019 fino al 2023", scrive S&P. In risposta, il governo ha introdotto misure fiscali straordinarie per il 2020 del 6,1% del PIL e ha elaborato un bilancio a favore della crescita per il 2021, con un obiettivo di disavanzo nominale del 7% del PIL, comprensivo di ulteriori stimoli, ricorda l'agenzia di rating in un comunicato.

A livello sovranazionale, la Bce ha ampliato la dimensione e la durata dei suoi programmi di acquisto di attività, garantendo costi di rifinanziamento del debito storicamente bassi, mentre l'Ue ha lanciato un Recovery and Resilience Fund, che si propone di fornire all'Italia fino al 12,5% del PIL in sovvenzioni e prestiti, condizionati a riforme a favore della crescita. "A nostro avviso, nonostante le incertezze macroeconomiche, queste misure offrono alle autorità italiane l'opportunità di rilanciare la crescita economica e di invertire il deterioramento dei risultati di bilancio. Stiamo quindi rivedendo le nostre prospettive per stabilizzarle da negative e affermando i nostri rating "BBB/A-2" sull'Italia", sottolinea S&P.

"Per il 2020, prevediamo un calo del PIL dell'8,9%, seguito da una ripresa del 6,4% nel 2021 e del 2,3% nel 2022" afferma S&P, osservando che anche le previsioni dell'agenzia di rating relativamente positive "significherebbero che il PIL italiano non tornerà ai dati pre-pandemici fino al 2023".

Sul fronte del deficit nel 2020 è destinato a peggiorare a circa l'11% del PIL rispetto all'1,6% del 2019, visto che quest'anno l'economia si contrae del 9%, il costo delle misure specifiche Covid-19 sarà pari a quasi il 5% del PIL e le entrate fiscali indirette diminuiranno. "Prevediamo un deficit 2021 pari al 7% del PIL, in linea con gli obiettivi del governo" si legge aggiungendo che secondo le stime dell'agenzia "l'Italia non registrerà un avanzo primario di bilancio fino al 2024".