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S&P: nella zona euro crescita rimarrà lenta. In Italia migliora e nel 2020 accelererà +0,4%

Alessandra Caparello

Il 2020 dovrebbe essere un altro anno di crescita inferiore, ma non di recessione. Così S&P Global Ratings Research in un rapporto pubblicato oggi e dal titolo "Eurozone Economic Outlook: I consumatori non si arrendono nel 2020".

Gli economisti di S&P Global Ratings prevedono una crescita del PIL della zona euro dell'1,0% nel 2020 e dell'1,2% nel 2021 dopo l'1,2% nel 2019. "Anche se i dati recenti suggeriscono che il crollo industriale dovrebbe essere al minimo, non ci aspettiamo una forte ripresa dell'attività industriale", ha dichiarato Marion Amiot, economista senior di S&P Global Ratings. Le tensioni commerciali continueranno ad ostacolare gli scambi a livello globale, mentre il rallentamento dell'economia cinese e statunitense significa che la domanda di importazioni di beni europei rimarrà contenuta. Di conseguenza, la crescita deve continuare a provenire dalla domanda interna, dai consumi delle famiglie e dagli investimenti nelle abitazioni. Francia e Spagna supereranno la zona euro grazie alle loro economie più orientate ai servizi, mentre la Germania e l'Italia, più dipendenti dalle esportazioni manifatturiere per la crescita, continueranno a risentire della debole domanda esterna. In un contesto di allentamento senza precedenti dall'ultima crisi, la politica monetaria, dicono gli analisti, sta lentamente esaurendo la potenza.

E l’Italia? La crescita del Pil tricolore nel 2019 sarà di +0,2%, dopo +0,1% stimato a settembre scorso, mentre nel 2020 si attesterà a +0,4%, +0,6% nel 2021e +0,7% nel 2022.