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Pagamenti digitali, Italia indietro ma ha potenzialità di crescita - studio Mediobanca

·2 minuto per la lettura

(Corregge in terzo paragrafo posizione Italia)

MILANO (Reuters) - Il mercato italiano dei pagamenti digitali ha un grande potenziale di crescita, perché da un lato la penetrazione delle transazioni con carta è ancora bassa e dall'altro c'è già un'elevata dotazione infrastrutturale che potrebbe favorire lo sviluppo.

E' quanto emerge dalla presentazione della prima edizione del report sulle PayTech mondiali e italiane a cura dell'Area Studi Mediobanca.

Lo studio mostra come, secondo i dati Bce, l'Italia sia al venticinquesimo posto in Europa per numero delle transazioni cashless pro-capite annue, con 125 operazioni a persona, seguita solo da Malta, Bulgaria e Romania.

L'uso del contante resta invece ancora alto, con costi latenti che la Banca d'Italia stima in 7,4 miliardi di euro annui (lo 0,45% del Pil), sottolinea il rapporto.

La quota del contante sul transato in Italia nel 2019 è stata pari al 58% in valore e al 83% in volume, superiore alla media europea che si attesta rispettivamente al 48% e al 73%.

Tuttavia l'Italia è seconda per numero di Pos in Europa, preceduta solo dall'Irlanda, con 60.843 terminali per milione di abitanti nel 2020 (il numero è elevato per effetto della scelta di più acquirers nello stesso punto vendita, fenomeno però comune anche ad altri paesi europei).

Tra i fattori che hanno comunque spinto la crescita dei pagamenti digitali in Italia negli ultimi anni, lo studio cita il programma di cashback avviato a dicembre 2020 (poi sospeso), il credito d'imposta del 30% sulle commissioni pagate ai prestatori di servizi di pagamento digitali, i nuovi limiti all'utilizzo di contanti, la lotteria degli scontrini e la detraibilità di spese a fini fiscali subordinata alla tracciabilità dei pagamenti.

Sempre secondo il report, dopo la fusione con Nets e Sia, Nexi diventa il quarto gruppo paytech europeo per ricavi (riferiti proforma al 2020) con 2,9 miliardi di euro, dietro a Worldline (4,8 miliardi dopo la fusione con Ingenico), Mastercard Europe e Visa Europe.

L'Area Studi Mediobanca sottolinea inoltre come Nexi sia diventato il primo merchant acquirer a livello europeo con una quota di mercato dell'11,7%, davanti a Worldline con una quota dell'11%.

(Elisa Anzolin, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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