Pagare le tasse fa male alla salute?

Sembra una provocazione e, invece, è una ricerca con tanto di statistiche rilevate nel corso di un trentennio, dal 1980 dell’alba reaganiana al 2009 del primo scorcio della presidenza di Barack Obama: pagare le tasse fa male alla salute. Forse il Governo dei tecnici che ha fatto della lotta all’evasione una delle priorità della propria agenda politica guarderà con sospetto e timore all’articolo pubblicato dal dottor Donald A. Redelmeier sul Journal of American Medical Association, ma di certo quanto emerge dalla sua ricerca è degno di attenzione. Che il pagamento delle tasse abbia effetti sulla salute economica di un Paese lo sanno tutti, ma che la scadenza del versamento delle imposte possa compromettere con effetti immediati l’incolumità fisica dei cittadini è una novità.

Una boutade? Tutt’altro. L’autorevolezza dell’articolo, oltre che dalla firma di Redelmaier, eclettico e geniale professore dell’Università di Toronto, è garantita dall’importanza del Journal of American Medical Association, punto di riferimento mondiale nella ricerca medica da quasi 130 anni. Redelmeier, che qualche anno fa aveva scoperto un aumento dell’incidentalità stradale dopo la telecronaca del Super Bowl, ha ottenuto risultati analoghi in concomitanza con il tax day che negli Stati Uniti cade, indicativamente, a metà del mese di aprile. Nel giorno del pagamento delle tasse si registrerebbero sulle strade statunitensi 13 vittime in più rispetto a un qualsiasi giorno dell’anno. Tutto ciò su di un campione di 20mila casi mortali estrapolati nel trentennio preso in esame (1980-2009).

I contribuenti più incidentati sono maschi adulti di media età alla guida di un autoveicolo in zone rurali, ma non sono esenti dalla casistica nemmeno i pedoni e le donne. Secondo il team coordinato dal professor Redelmaier la scadenza del tax day instaurerebbe nei conducenti uno stato di tensione tale da compromettere l’attenzione alla guida nei giorni critici. Gli scettici avrebbero potuto sostenere che il tax day provocasse un fisiologico aumento del traffico automobilistico nel giorno del saldo, ma lo studio ha prevenuto l’obiezione sottolineando come l’invio telematico della cartella non abbia ridotto le statistiche dell’incidentalità. Fra i fattori aggiuntivi potrebbero esserci anche le notti insonni e un maggiore consumo di alcool ed è in questa direzione che dovrebbero proseguire gli approfondimenti della ricerca.

In Italia, dunque, c’è davvero da stare all’erta: la presentazione del Modello 730 solitamente è fissata per la fine di aprile, in piena bagarre di fine campionato… Visto il concorso di cause meglio lasciare a casa l’automobile e affidarsi ai mezzi pubblici. O farsi una bella passeggiata che, fra l’altro, fa bene alla salute tutti i giorni dell’anno.