Palazzi della politica, le grandi opere continuano

Miliardi di euro per accorpare le sedi: tra rimbalzi di decisioni e svolte sui materiali, i lavori proseguono

Ai politici il mattone continua a piacere. Lo dimostra la solerzia con cui continuano a dare corso a grandi opere, pronte ad ospitare quegli stessi Consigli regionali intorno ai quali fioccano inchieste. Il modello a cui guardare, dopo tutto, lo hanno ben presente, in Lombardia. Il grattacielo alto 161 metri (distribuiti su 43 piani), ovvero il Pirellone bis, spesso definito anche “mausoleo di Formigoni”, che ospita gli uffici della giunta e i dipartimenti ma non il Consiglio, è il faro di genere. Per tutto il resto, ci pensa un profluvio di denaro, che, a leggere un’inchiesta in merito sull’Espresso, sfiora vette stellari.








A Torino, la nuova cittadella del Piemonte sarà un grattacielo di 205 metri in zona Lingotto, il cui cantiere è stato avviato meno di un anno fa. Il progetto, firmato Fuksas, dovrebbe essere completo nel 2014, per costo finale stimato in 262 milioni di euro, come riporta La Stampa. Ma la documentazione relativa alla progettazione della sede è in mano alla Corte dei Conti. Un progetto la cui ideazione parte da lontano, nel ’99, dalla giunta forzista Ghigo, precedente quello della Bresso, governatore della Regione dal 2005 ma che ha continuato a dare corso all’opera, ricollocandola nell’ex area industriale di Nizza Millefonti, la cui riqualificazione sempre allo studio Fuksas spettava.

Dopo l’insediamento del governatore leghista Cota, è partita, attraverso un esposto dello stesso, un’indagine nell’agosto 2010 e da un mese la direzione patrimonio collabora con i periti della Corte dei Conti, attraverso la Gdf, con la documentazione del caso per la valutazione delle procedure di affidamento della progettazione, e relativi pagamenti, per capire se tutto sia a norma.




Il cantiere, che sorge, dopo la revisione del progetto, nella zona degli ex stabilimenti Fiat Avio, ha visto la luce nel novembre 2011, inaugurato da Cota, colui che però continuando a ritenere eccessiva la parcella di 19,46 milioni di euro concessa allo studio del celebre architetto, ha l’intervento della magistratura contabile.Il mega progetto del Lingotto accorperà comunque le 30 sedi in uso della Regione, che andrebbero dismesse per un valore di circa 80 milioni di euro.



Anche in Puglia, fervono i lavori nel quartiere Japigia, dove avrà sede il nuovo Consiglio regionale: si parla di un’opera da 40 milioni di euro. I lavori cominciati nel  novembre dello scorso anno,  dovrebbero concludersi in 24 mesi, ma hanno già avuto rallentamenti a causa delle bonifiche dovute alla presenza di materiale bellico. Tacciata come esempio di spreco,  viene difesa con il refrain classico: costa 40 milioni ma ne farà risparmiare 3 all’anno.

In Calabria, la "Casa dei calabresi", nel quartiere Germaneto a Catanzaro, deliberata nel 2005 dall'allora governatore Agazio Loiero, con un finanziamento di 93 milioni di euro, ha visto partire i lavori nel 2009, con consistenti ritardi. Ma il passaggio dalla progettazione della struttura in cemento a quella in acciaio non ha aiutato i tempi ma solo la lievitazione dei costi.