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Palermo, Cuffaro: "Ho pagato i miei errori, non posso essere detenuto a vita"

(Adnkronos) - "Le parole di Alfredo Morvillo e Maria Falcone le capisco e le giustifico, ma non le condivido. Ho un enorme rispetto per chi ha pagato un prezzo così alto alla mafia, ma credo di aver diritto, da uomo libero che ha scontato la propria pena, a non essere più un detenuto per tutta la vita". Lo ha detto all’Adnkronos l’ex governatore siciliano, Totò Cuffaro, tornando sulle polemiche legate al suo endorsement nei confronti del candidato sindaco di Palermo del centrodestra, Roberto Lagalla, sostenuto nella corsa a Palazzo delle Aquile anche dalla Dc nuova, il partito fondato dallo stesso Cuffaro.

"Credo di essere stato un imputato modello nel processo - ha aggiunto -, sono stato condannato e mi sono consegnato quando non c’era ancora neppure l’ordine di carcerazione, mi sono fatto cinque anni senza un solo giorno di servizi sociali, scontando la mia pena come era giusto facesse una persona a cui lo Stato ha chiesto di andare in carcere perché ha fatto degli errori. So di aver fatto degli errori e per quegli errori ho pagato un prezzo altissimo: 1.768 giorni di carcere". Sbagli, avverte Cuffaro, che saranno "uno stimolo a essere più attento, più ligio al dovere, moralmente più rigoroso. Credo, però, di aver diritto adesso di vivere la mia vita per intero".

"Non ho mai creduto alle congiure nei miei confronti e neppure mi sento un perseguitato - ha sottolineato -. Penso solo che il clima delle campagne elettorali arroventa alcuni argomenti. Io non sono tornato in politica ieri, da un anno sto coltivando l’idea di rifondare la Democrazia Cristiana, abbiamo presentato liste a Caltagirone, Favara, San Cataldo, ma questa polemica è nata solo qui a Palermo. Ho visto persino Orlando citare questa vicenda. Io ritengo che il sindaco di Palermo non debba inquietarsi perché faccio politica, ma per come ha lasciato questa città, per i 650 milioni di dissesto". Un auspicio per le prossime settimane? "Che la campagna elettorale parli di programmi e progetti, di come seppellire i morti e pulire la città, di come amministrarla...".

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