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Panic selling e coronavirus: gioco di specchi

Emanuele Rigo
 

Questa mattina è stata una doccia fredda quella che ha svegliato gli operatori europei dopo una sessione di contrattazioni a Wall Street al sincopalma. La peggiore seduta settimanale dalla grande crisi del 2008 si è abbattuta sui mercati di tutto il mondo.

Oltre quattro punti percentuali di perdite sulle principali borse americane per effetto della paura da coronavirus. L’indice S&P500 ha perso più di 130 punti chiudendo a -4.42% come il DOW Jones che di punti ne ha persi 1190. Più pesante l’indice dei tecnologici NASDAQ che chiude la sessione a -4.61%.

Non difforme la sessione asiatica con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede il 3.67%, in linea con Shanghai a -3.57% e Hong Kong che perde meno chiudendo a -2.42%.

In Europa le contrattazioni fanno registrare forti vendite. Il DAX di Francoforte dopo le prime battute di contrattazioni segna -4.20%, Milano -3.22%, Londra -3.65% e Parigi -3.73%.

I mercati si avviano a chiudere la settimana nella paura che il contagio da coronavirus possa portare a forti ridimensionamenti dell’attività economica. A nulla sono servite le parole rassicuranti del presidente americano Donald Trump sul fatto che è possibile mantenere la pandemia sotto controllo. Il panic selling ha interessato tutte le borse mondiali e rischia di propagarsi ulteriormente nella prossima settimana prima di andare a testare i minimi di una possibile area di consolidamento.

Il panico legato alla diffusione del coronavirus potrebbe aver rappresentato solo il casus belli di una discesa che nei fatti era attesa da parecchio tempo.

Con la prospettiva di trimestrali su cui aziende anche molto prominenti come Apple avevano già suonato il profit warning, i mercati avevano necessità di riallineare le quotazioni ai fondamentali. Tuttavia in un clima guidato al rialzo dall’enorme liquidità messa a disposizione dalle banche centrali tale riallineamento sembrava impossibile, fino a questa settimana.

Anche sul fronte politico il caso del coronavirus ha offerto al presidente Trump la possibilità di avere mercati più sgonfi e pronti a ripartire in vista della campagna elettorale senza doversene intestare la responsabilità diretta.

E la FED?

Con i tassi governativi che continuano a segnare nuovi minimi e i prezzi dei treasuries che cavalcano, la FED sarà inevitabilmente un attore importante della crisi di questi giorni. Il mercato sconta tre tagli da 25 basis point del tasso d’interesse quest’anno, mentre alcuni membri del FOMC hanno già sottolineato come potrebbe essere appropriato avere un atteggiamento più accomodante.

Petrolio

Pesante anche la situazione sulle materie prime del comparto energia che contribuiscono a zavorrare ulteriormente il mercato azionario. Il Brent fa registrare questa mattina 50.2 $/barile, mentre il WTI è fermo a 45.6 $/barile. Vendite che sicuramente peseranno sull’OPEC+ che si riunisce la prossima settimana a Vienna. La proposta dell’Arabia Saudita di un taglio della produzione di un milione di barili al giorno in aggiunta al taglio già attivo di due milioni di barili al giorno, potrebbe essere osteggiata dalla Russia che non vede di buon occhio una riduzione troppo significativa dell’offerta.

Forex

Acquisti generalizzati su asset rifugio e scarico delle commodities currencies. Il mercato valutario al tempo del coronavirus ha anche un elemento in più: come anticipato già in corso di settimana, il mercato sta scaricando tanti dollari in vista di un possibile taglio da parte della FED.

EURUSD

Prosegue la cavalcata di recupero della moneta unica che oltre a zavorrare il mercato azionario del vecchio continente, segnala un forte sell off di biglietto verde. Il rapporto EURUSD è passato infatti in pochi giorni da quota 1.08 fino in area 1.1040 dove scambia in avvio di sessione europea.

USDJPY

Il mix di forte acquisti di asset rifugio tra cui lo yen giapponese e le prospettive per un taglio dei tassi negli Stati Uniti hanno spinto progressivamente al ribasso il cambio USDJPY che passa da quota 107.60 dove stazionava ieri sera fino in area 108.60 questa mattina. L’affondo potrebbe estendere ulteriormente in vista di un possibile rallentamento delle vendite verso un’area di maggiore stabilità.

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