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Papa a Mosul: dalle macerie della guerra, il grido della speranza

Padre Enzo Fortunato
·Direttore sala stampa Sacro Convento di Assisi
·2 minuto per la lettura
Ansa (Photo: Ansa)
Ansa (Photo: Ansa)

Mosul, Iraq. È l’ultima giornata. Oggi papa Francesco visita il nord del Paese, tra il Kurdistan iracheno e la piana di Ninive: Mosul, Qaraqosh ed Erbil.

Nella prima città ha pregato per le vittime delle guerre, in chiese sfregiate, dove la violenza aveva cancellato i simboli religiosi, sostituiti dai nomi dei terroristi dell’Isis. Quando padre Samir me li mostrò dicendomi che alcuni erano europei, fui attraversato da un sentimento di stordimento.

Oggi il Papa sta qui per ripetere che chi odia tradisce la fede, qualunque essa sia. “Qui a Mosul le tragiche conseguenze della guerra e dell’ostilità sono fin troppo evidenti. Come è crudele che questo Paese, culla di civiltà, – afferma Francesco – sia stato colpito da una tempesta così disumana, con antichi luoghi di culto distrutti e migliaia e migliaia di persone, musulmani, cristiani, yazidi, che sono stati annientati”.

A piazza delle Chiese, dove si è svolto l’incontro, sono ancora visibili le macerie della guerra. La città, blindata da esercito e polizia, porta i segni della devastazione. Solo Piazza delle Chiese, vede la presenza di tante persone, tutte rigorosamente registrate. “Oggi, malgrado tutto, riaffermiamo la nostra condizione che la fraternità è più forte del fratricidio, che la speranza è più forte della morte, che la pace è più forte della guerra”. È il grido di speranza di Bergoglio.

La seconda tappa, Qaraqosh, per incontrare i cristiani che erano stati cacciati dalle loro case. La chiesa dell’Immacolata Concezione era stata usata come poligono di tiro dai miliziani dell’Isis e i segni dei proiettili sono ancora lì. Qui oggi alle 12 il papa recita l’Angelus. Qui si è consumato il più grande esodo biblico dei nostri giorni e Francesco ha già fatto comprendere senza mezzi termini &ldq...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.