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Sbarra a Governo e imprese: parte sfida per nuovo patto sociale

Image from askanews web site
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Roma, 25 mag. (askanews) - Dal XIX congresso della Cisl parte la sfida del sindacato guidato da Luigi Sbarra a Governo e imprese per un nuovo e moderno patto sociale. "Insieme possiamo farcela - ha detto il numero uno della Cisl - oggi lanciamo la sfida al Governo, alle associazioni datoriali e alle altre organizzazioni sindacali per ritrovarsi in un campo largo di responsabilità per concertare e condividere un nuovo e moderno patto sociale, che metta in priorità la qualità e la stabilità del lavoro, il rilancio degli investimenti e la coesione sociale. La Cisl è pronta".

Sbarra non è preoccupato per le fibrillazioni politiche, che potrebbero mettere a rischio il Governo e l'obiettivo del patto. "Penso che è interesse di tutti lavorare insieme per non perdere la sfida del Pnrr, per sostenere in una visione di partecipazione il cammino delle riforme, per dare una prospettiva di crescita al Paese - ha affermato - dobbiamo costruire una strategia che ci aiuti a governare e gestire l'emergenza, salvaguardare il potere d'acquisto di salari e pensioni, confrontarci su una nuova e moderna politica dei redditi e accompagnare il Paese nella ripartenza mettendo a frutto le tante risorse che stanno per arrivare dall'Ue".

Dal palco congressuale Sbarra ha bocciato il salario minimo per legge: no a "salari minimi di Stato" per il riallineamento degli stipendi all'inflazione reale, "nessuna commissione di professori, per quanto preparata, può definire meglio delle parti sociali le dinamiche salariali. La via maestra resta quella pattizia, quella dell'estensione dei migliori contratti".

Il leader sindacale ha sottolineato che "trovare e promuovere un nuovo equilibrio all'interno delle relazioni sociali, superando i limiti per i quali il calcolo attuale dell'Ipca, depurato dai costi degli energetici importati, rischia di scaricare sui lavoratori gli effetti di una speculazione che ben poco ha a che vedere con l'aumento dei costi di importazione delle materie prime".

Sbarra ha chiesto al Governo di "affiancare" questo cammino: "Rinunci a entrate a gamba tesa dannose e incoerenti nell'autonomia delle relazioni industriali. Si smetta di utilizzare l'alibi dei contratti pirata come pretesto per attaccare l'autonomia della contrattazione e delle parti sociali".

Agli "amici" di Cgil e Uil il segretario generale della Cisl ha poi ribadito che "bisogna ritrovarsi su modelli, contenuti e percorsi sindacali. E interrogarsi su quali sensibilità sociali vogliamo portare non solo negli anni Venti, ma nei prossimi venti anni. Noi pensiamo vada consolidato il disegno di un sindacato autonomo e contrattualista, riformatore e pragmatico. Un sindacato che non rinuncia al conflitto e alla lotta quando è necessario, ma che ambisce ed è capace di essere strumento di trasformazione del modello di sviluppo in senso solidale e partecipativo. Un soggetto lontano da modelli novecenteschi basati sul conflitto e l'antagonismo. L'unità non è un feticcio fine a se stesso e non vuol dire omologazione a un pensiero unico sindacale. Al contrario è e deve continuare ad essere costruzione di sintesi avanzate capaci di rispettare tutte le sensibilità sociali di una società complessa come la nostra".

Sul fisco ha aggiunto che è il tempo di una "riforma complessiva" del sistema che "sgravi ulteriormente e definitivamente lavoratori e pensionati. Bisogna abbattere il cuneo fiscale nella parte lavoro per consentire di rilanciare la buona occupazione e i buoni salari, ridurre le aliquote Irpef per rilanciare buste paga e pensioni e con esse i consumi interni, dai quali dipende come mai in passato la nostra economia". Ha anche sollecitato "una nuova politica dei redditi", che può essere suggellata da "un accordo trilaterale tra Governo, sindacato e mondo delle imprese".

E sulle pensioni è necessario realizzare una riforma che dia alle pensioni "maggiore consistenza, sostenibilità sociale e inclusività, soprattutto per giovani e donne". Per le pensioni in essere "va sbloccato l'adeguamento ed estesa la platea delle quattordicesime". Il Governo ora deve andare "oltre le istruttorie tecniche: faccia ripartire subito il confronto in sede politica sulle nuove pensioni, individuando risposte concrete e coerenti con la nostra piattaforma. Vuol dire pensioni di garanzia per i giovani e forti sconti contributivi per le donne e le madri - ha concluso - vuol dire Ape sociale strutturale e allargamento della platea dei lavori usuranti e pesanti. Vuol dire valorizzazione dei fondi pensione, come colonna aggiuntiva indispensabile per garantire dignità alla terza età. E poi vuol dire maggiore flessibilità in uscita, permettendo ad ogni persona di uscire liberamente dopo 41 anni di contributi o raggiunti i 62 anni di età. Anche questa, soprattutto questa, è sostenibilità".

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