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Partenza aggressiva di Biden, sarà crescita forte senza inflazione

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
Partenza aggressiva di Biden, sarà crescita forte senza inflazione
Partenza aggressiva di Biden, sarà crescita forte senza inflazione

Le esperte di Natixis Etsy Dwek e Lynda Schweitzer fanno il bilancio dei 100 giorni del nuovo presidente che porterà una forte crescita e il ritorno al multilateralismo, ma anche il permanere del confronto con la Cina

I primi 100 giorni del nuovo presidente americano Joe Biden sono stati decisamente aggressivi con misure forti dirette a far partire una crescita robusta, che non dovrebbe però comportare un’inflazione a livelli allarmanti. L’intenzione di appesantire la tassazione societaria dovrà moderarsi per passare al Congresso, mentre sul versante delle relazioni con il resto del mondo il mandato di Biden sarà nel segno del multilateralismo, che dovrebbe favorire soprattutto i vicini USA e Canada e in qualche misura anche l’Europa, mentre il confronto competitivo con la Cina è destinato a durare, con gli americani che dovrebbero decidere se considerare l’altra superpotenza un avversario strategico di lungo termine o un possibile partner con provare a costruire alleanze.

FOCUS SU 4 PUNTI

Sono le principali indicazioni emerse da una call per la stampa organizzata da Natixis Investment Managers cui sono intervenute Esty Dwek, Head of Global Market Strategy, Natixis Investment Managers Solution, e Lynda Schweitzer, Co-Head Global Fixed Income Team di Loomis Sayles, sempre del gruppo Natixis. Sono stati affrontati in particolare 4 punti: la politica interna americana e il rischio che Biden possa surriscaldare l’economia, la politica estera con focus in particolare su possibili miglioramenti nelle relazioni con la Cina, cosa è lecito attendersi dall’agenda climatica della nuova Amministrazione USA e un bilancio di vincitori e vinti nel mondo post-pandemia. Sul primo le due esperte di Natixis hanno convenuto che Biden ha messo in campo l’artiglieria pesante per favorire una robusta ripartenza, ma anche sul fatto che se pure dovesse centrare l’obiettivo potrà farlo senza correre troppi rischi sul fronte dell’inflazione.

FIAMMATA INFLAZIONE TEMPORANEA

Questo perché, ha spiegato in particolare Dwek, l’attesa fiammata inflazionistica sarà alimentata da due fattori temporanei, vale a dire i prezzi dell’energia e la ripartenza del settore dei servizi dopo la lunga pausa dovuta ai lockdown, ma il trend di lungo termine dell’inflazione resta al ribasso, per cui la crescita indotta dagli stimoli di Biden non farà scattare una corsa dei prezzi. Inoltre, due o tre mesi di inflazione sopra il 2% non basteranno certo a spaventare la Fed, che sarà concentrata sulla creazione di occupazione, che richiederà tempo. Giudizio tranquillo anche sulle tasse che Biden sta preparando, sempre secondo Dwek la nuova aliquota societaria non dovrebbe superare il 25%, sempre che passi al Congresso, per cui nulla di drammatico rispetto agli annunci della campagna elettorale.

INTERESSE AMERICANO BUSSOLA DI BIDEN

Sul versante geopolitico, le due esperte di Natixis prevedono che la bussola di Biden anche in questo caso sarà l’interesse americano. Quindi il confronto con la Cina prosegue, anche se gli americani alla fine dovranno decidere se Pechino è un avversario strategico o un possibile partner con cui costruire alleanze. Biden porterà anche un ritorno al multilateralismo, di cui beneficeranno in primo luogo i due vicini di casa nordamericani, Canada e Messico. Anche l’Europa ne sarà avvantaggiata ma non più di tanto, perché il multilateralismo alla Biden non vuol dire che sarà più morbido o più arrendevole. L’Europa inoltre è in ritardo sui vaccini, e questo avrà un impatto sulla crescita.

APPREZZAMENTO PER DRAGHI, SUPPORTATO DALLA BCE

Le due esperte di Natixis hanno avuto anche parole di apprezzamento per il premier italiano Mario Draghi, sostenuto nella sua politica del debito buono dagli sforzi della capa della Bce Christine Lagarde di tenere i tassi dei governativi europei sotto stretto controllo. Quindi la svolta ‘verde’ di Biden, in un contesto globale della gestione degli investimenti che ormai non considera più i fattori ESG una delle tante categorie di asset allocation, ma una componente trasversale che interessa tutti i portafogli, azionari e obbligazionari. Le esperte di Natixis non vedono assolutamente una ‘bolla’ ESG in formazione ma anzi un trend secolare appena agli inizi, e considerano favoriti in un’ottica di sostenibilità i titoli tecnologici e dell’healthcare.

SOSTENIBILITÀ FATTORE GEOPOLITICO DISTENSIVO

Al contrario, la rotazione iniziata alla fine del 2020 dai titoli azionari growth a quelli value più legati al ciclo non rappresenta l’inizio di una tendenza di lungo periodo ma un fatto temporaneo legato alla ripartenza delle economie, secondo le due esperte di Natixis. Nella colonna dei vincitori del mondo post-pandemia Dwek e Schweitzer hanno iscritto le strategie ESG, le azioni legate alla rivoluzione digitale e i titoli dell’healthcare, sottolineando come l’Europa goda di un vantaggio relativo sul terreno dell’economia sostenibile, anche in una prospettiva di business e di aziende. Schweitzer ha stressato che in futuro non ci saranno più prodotti finanziari ESG ma avremo i fattori ESG incorporati in tutti i prodotti offerti dai gestori ai clienti e presenti in tutti i segmenti dell’investimento. La sostenibilità sarà anche un ingrediente importante per la creazione di un clima migliore tra USA da una parte e Europa e Cina dall’altra.