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Dati occupazione Usa positivi, ma le Borse europee non recuperano

Antonio Cardarelli
·3 minuto per la lettura
Dati occupazione Usa positivi, ma le Borse europee non recuperano
Dati occupazione Usa positivi, ma le Borse europee non recuperano

Nonostante le richieste di sussidi inferiori alle attese, i listini europei continuano a rimanere in rosso

Apertura cauta per i listini europei nella penultima seduta prima di Ferragosto. Dopo le buone performance di ieri, i principali indici in Europa partono con il segno meno. A Piazza Affari l’FTSE MIB apre poco sotto la parità, appesantito dai titoli energetici penalizzati dal calo del petrolio. Faticano anche il DAX tedesco in avvio (-0,11%) e il CAC 40 francese (-0,18%). Partenza negativa per l’FTSE 100 di Londra (-0,94%) dopo l’ufficializzazione dell’entrata in recessione dell’economia britannica. Nel pomeriggio, nonostante richieste di sussidi di disoccupazione settimanali Usa sotto il milione per la prima volta da venti settimana, i listini continuano ad accumulare perdite, con Milano sotto di mezzo punto percentuale.

TOKYO VICINO AI LIVELLI PRE-COVID

Sui mercati asiatici continua a brillare Tokyo, che mette a segno la terza seduta positiva di fila (+1,78% nell’ultima) ed è a pochissimi punti dai livelli raggiunti prima del coronavirus. A favorire il listino giapponese è soprattutto la debolezza dello yen, che spinge l’export. In rosso, invece, l’indice Hang Seng di Hong Kong quando manca poco alla chiusura, mentre Shanghai si mantiene intorno alla parità.

TESLA TRASCINA IL NASDAQ

Il mini strappo al rialzo di Wall Street di mercoledì, quindi, è stato seguito solo in parte dai listini asiatici. A New York riprende quota il Nasdaq, che chiude nuovamente sopra gli undicimila punti (+2,13%) trascinato dal +13% di Tesla. Sedute toniche anche per il Dow Jones (+1,05%) e per l’S&P 500 (+1,4%) a quota 3.380 punti, ormai davvero a un soffio dai 3.393 punti toccati nelle contrattazioni intraday a febbraio e che rappresentano il record storico dell’indice che raggruppa i 500 titoli principali della Borsa Usa.

CONFRONTO SUI NUOVI STIMOLI ECONOMICI

Negli Usa il sentiment degli investitori è misto. Se da una parte le parole della speaker della Camera Nancy Pelosi allontanano un accordo a breve tra Democratici e Repubblicani per un nuovo pacchetto di stimoli, dall’altra Wall Street sembra aver accolto positivamente la scelta di Kamala Harris come vice di Joe Biden. Sempre negli Usa, oggi occhi puntati sul dato relativo ai sussidi settimanali di disoccupazione oltre, ovviamente, a quello sui contagi. Sussidi che, per la prima volta da venti settimane, sono scesi sotto il milione attestandosi a 963mila contro le attese di 1,1 milioni.

MATERIE PRIME E SPREAD

Scambi favorevoli all’euro sul dollaro (1,18 il cambio) mentre il petrolio registra una flessione dopo che l'Opec ha detto di attendersi un calo della domanda superiore alle previsioni. Il Wti cede lo 0,45% a 42,48 dollari mentre il Brent perde lo 0,44% a 45,23 dollari. Altra seduta in frenata per l’oro, che perde lo 0,46% e si attesta a 1.939 dollari l’oncia. Avvio poco mosso per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005413171) e il Bund tedesco di pari durata è indicato nelle prime battute a 146 punti base, rispetto ai 147 punti della vigilia.