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Partite dall’Inps le richieste di restituzione del bonus da 600 euro

Antonio Cardarelli
·2 minuto per la lettura
Partite dall’Inps le richieste di restituzione del bonus da 600 euro
Partite dall’Inps le richieste di restituzione del bonus da 600 euro

In questi giorni stanno arrivando le raccomandate per chiedere di restituire i bonus percepiti nel 2020, ma non vengono specificate le motivazioni

Brutta sorpresa per numerosi contribuenti italiani che stanno ricevendo dall’Inps la richiesta di restituzione del bonus da 600 euro percepito circa un anno fa. Si tratta delle prime somme erogate con il decreto “Cura Italia”, ricevute come indennità per i mancati introiti dovuti alla pandemia. A denunciare l’invio delle raccomandate è il Centro Studi Fiscal Focus.

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POCA CHIAREZZA

Ma lo stesso Centro Studi sottolinea un altro aspetto poco chiaro delle raccomandate, che riportano come intestazione “Accertamento somme indebitamente percepite su prestazione indennità per emergenza Covid-19”. “I contribuenti non sono posti nelle condizioni di comprendere appieno l'indebito comportamento loro contestato, condizione essenziale per poter valutare la correttezza della pretesa avanzata dall'Inps, soggetto che emette la comunicazione di accertamento", commenta il fondatore di Fiscal Focus, Antonio Gigliotti.

NESSUNA MOTIVAZIONE PARTICOLARE

Infatti, nella raccomandata non viene specificato il motivo della contestazione e della richiesta di restituzione: “Le uniche informazioni fornite sono la natura dell'indennità contestata, il suo ammontare, l'importo da versare, le modalità di pagamento e come fare, eventualmente, ad ottenere chiarimenti”, prosegue Gigliotti.

IL CASO DEGLI AMMINISTRATORI

Nei giorni scorsi il deputato della Lega Daniele Belotti aveva denunciato le richieste ricevute da sindaci, assessori e consiglieri comunali da parte dell’Inps. Anche in questa circostanza l’ente previdenziale chiedeva la restituzione del bonus da 600 euro ricevuto a marzo e aprile 2020. “È bene ricordare che il 70 per cento dei 7903 comuni italiani ha una popolazione inferiore ai 5mila abitanti, con indennità per i consiglieri comunali di poche decine di euro l’anno che diventano poche centinaia per assessori e sindaci. Non si può certo pensare che non abbiano diritto per la loro attività professionale, già sacrificata per l’impegno pubblico, ai 1200 euro ricevuti la scorsa primavera”, aveva scritto Belotti sulla propria pagina Facebook.

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