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Pasini (Feralpi): "Prezzi energia insostenibili per le imprese"

·2 minuto per la lettura

(Adnkronos) - Per l'industria manifatturiera italiana e le imprese energivore in particolare g li attuali livelli del prezzo dell'energia sono insostenibili. Dopo aver evitato di produrre negli orari di picco dei prezzi dell'energia, il sistema produttivo rischia di andare verso una riduzione della produzione, con il pericolo di provocare a catena un rallentamento della crescita italiana. E' l'allarme lanciato da Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi, uno dei principali produttori siderurgici in Europa, specializzato nella produzione di acciai destinati all’edilizia e ad applicazioni speciali, con 1,24 miliardi di euro di fatturato nel 2020 e oltre 1.700 dipendenti diretti. Per calmierare i prezzi, dice Pasini all'Adnkronos, il governo deve intervenire con misure più incisive rispetto all'ultimo decreto. E da parte sua l'Unione europea deve pianificare un approccio più unitario.

In un anno il costo dell'energia elettrica è aumentato di circa il 350%, "un incremento inaspettato", spiega Pasini. "Da dicembre cerchiamo di non lavorare nelle ore in cui il costo dell'energia è più alto, fermandoci circa due o tre ore al giorno, in modo da calmierare un po' il costo". Ma, avverte l'imprenditore, "se il costo dell'energia dovesse mantenersi ai livelli di dicembre e gennaio sicuramente la mia azienda andrà verso una riduzione della produzione. I costi non ci permettono di assimiliare il balzo del prezzo della tariffa elettrica".

La situazione per la manifattura italiana, continua, "non è sostenibile a lungo. Abbiamo cercato di ribaltare in parte questi costi sui nostri prodotti e sui clienti, ma non è detto che i nostri clienti riusciranno a fare altrettanto con i clienti finali". Tanto che a causa dell'impennata dei prezzi di elettricità e gas e delle difficoltà di produzione "ci potrebbe essere un rallentamento della crescita del Paese rispetto al 2021. Questo non fa bene in un momento in cui c'è la crescita e in cui l'Italia ha bisogno dei fondi del Pnrr per renderla stabile", sottolinea Pasini.

Soprattutto se alcuni governi, come Francia e Germania, "sono intervenuti un po' più massicciamente di quello che ha fatto il nostro governo con l'ultimo decreto". Per Pasini 1,7 miliardi di euro "sono veramente pochi per poter intervenire per alleviare questi costi. Per il breve termine è necessario qualche intervento migliore rispetto all'ultimo decreto. Il nostro problema è oggi".

Il presidente del Gruppo Feralpi si dice però "fiducioso che, al di là delle misure che il governo vorrà prendere, ci sarà anche un intervento più strutturale". In particolare il gas naturale è "una risorsa importantissima per la transizione energetica e ambientale al 2030 da cui dipendiamo. Dobbiamo cercare di sfruttare, dove possibile, i giacimenti interni. Potrebbe essere un bel vantaggio". Sul nucleare Pasini non è contrario, "anzi, ma è una soluzione di medio termine. Intanto dobbiamo portare avanti il sistema delle rinnovabili, che non sostituirà completamente il gas".

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