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Passeggiando in bicicletta, anche in vacanza. Due "Cicliste per caso" ci raccontano come si fa

·7 minuto per la lettura
Photo credit: cicliste per caso
Photo credit: cicliste per caso

“Ci piace la bicicletta perché è democratica, libera e sostenibile, ed è uno dei simboli dell’emancipazione femminile”. Sono le parole di Linda Ronzoni graphic designer e scrittrice, Silvia Gottardi, appassionata di fotografia ed ex giocatrice di basket professionista, compagne di viaggio e nella vita sposate dal luglio 2018, grandi amanti della bici, mezzo che usano quotidianamente per spostarsi a Milano, pur lottando con ciclabili interrotte sul più bello, pavé e traffico. Ma da cicliste per praticità a cicliste per scelta anche in vacanza il passo è breve… in volata sui pedali. E così, nel durante il primo folle viaggio in bicicletta lungo la mitica Carretera Austral, in Patagonia, nasce l’idea di raccontare la loro esperienza in un blog Cicliste per caso. Stesso nome dato al diario di viaggio scritto percorrendo da nord a sud la nostra penisola, sulle tracce di Alfonsina Strada, prima e unica donna a correre il Giro d’Italia nel 1924, pioniera nella parificazione di genere in campo sportivo. Una musa ispiratrice che ha indicato loro la strada nel viaggio e nella vita, “quella matta di” Alfonsina come si definiva lei stessa forse per giustificare anche con la sua famiglia una passione non accettabile per una donna negli anni 20: oggi per fortuna anche grazie a lei questa libertà è di tutte noi.

Raggiungiamo telefonicamente Linda e Silvia mentre stanno facendo il giro dell’Andalucia. In bici, ovviamente...

Quali sono le caratteristiche che una cicloturista deve avere?

Voglia di mettersi in gioco, volontà di fare un po’ fatica, serve essere allenate, tenaci, spartane. È un viaggio ad alto tasso di imprevedibilità, ma questo è il suo bello.

L’importanza di pianificare e gestire gli imprevisti: come ci si organizza? Si prenota tutto prima?

Dipende dalla lunghezza del viaggio e dal tipo di percorso. Sicuramente l’itinerario va impostato e pianificato per tempo, l’albergo invece si può prenotare anche un’ora prima dell’arrivo con scegliendo quelli bike friendly, con parcheggio coperto e assistenza magari. C’è chi invece sceglie di viaggiare con la tenda e quindi può accamparsi quasi ovunque. Il consiglio per chi alle prime armi è partire da tratti brevi, magari esplorando le ciclovie suoi fiumi, piatte e senza dislivelli, con tanti punti di ristoro.

In solitaria lo consigliereste?

Sì, ma non la prima volta magari.

Cosa c’è nella valigia della cicloturista?

L’indispensabile: pochi cambi, batterie di ricambio per telefono, gps, acqua e qualche snack. Sempre meglio viaggiare con il cado, per ridurre il peso degli abiti. Va detto che ci sono due tipi di cicloturismo: o con le borse laterali che permettono di portare più cose, ma aumenta il peso e di conseguenza la fatica di pedalare, o il cosiddetto bikepaking, un’unica borsa attaccata al sellino, quindi ridotto all’osso. Noi per esempio viaggiamo con due completini da bici - la sera quando ci fermiamo laviamo i cambi - un pantalone e una maglietta per la sera, beauty e macchina fotografica, un paio di scarpe ai piedi e le ciabatte legate a vista sulla bici che, e se fa freddo la sera le indossiamo con i calzini, un abbinamento che infondo ormai è sdoganato anche dalle influencer, no?

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Una delle lezioni di vita apprese dalle due ruote è proprio il senso dell’essenziale. La bici invita alla sottrazione: come è successo per foto e testi del reportage Linda dice “ho cominciato a scrivere mentre pedalavo” e Silvia alla fine ha rinunciato ai kg di attrezzatura per fare foto solo con una mirrorless e un cavalletto. Il loro libro racconta di tre viaggi, tre itinerari diversi: la prima da Milano a Catania nel 2016, la seconda da Bari a Milano nel 2019. In totale più di 3.000 km pedalati con un dislivello positivo di 24.770 m. In ogni itinerario hanno riscoperto e conosciuto posti unici con il privilegio di arrivare dove con la macchina non si può, come Piazza del Campo a Siena o in Puglia l’emozione di arrivare pedalando proprio davanti all’ingresso di Castel del Monte, mentre tutti dovevano lasciare l’auto nel parcheggio.

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Ci sono posti che vi non vi aspettavate così belli?

Tantissimi… dall’Alta Murgia alla città vecchia di Bari, fino alla Sardegna che non è solo mare ma ha un meraviglioso lato rurale in Barbagia.

Una meta o itinerario per principianti?

I Lidi di Comacchio oppure il Trentino e l’Alto Adige hanno ciclovie o piste ciclabili stupende, magari lungo i fiumi, organizzatissime e ideali per chi è alle prime avventure.

Il peggior nemico: caldo o freddo?

Nessuno dei due batte l’incubo di ogni ciclista: il traffico.

Altra lezione che la bici regala è vivere eco..

Usiamo la bici anche in città, Silvia un po’ meno dopo una caduta a causa del pavè milanese, ma serve avere mille occhi per schivare le auto e le moto, non è molto rilassante però è un mezzo che permette di risparmiare tempo nel traffico e non inquina.

Prossimo viaggio?

Iniziamo a finire questo… poi vedremo, ma sicuramente in Italia. Dal 10-11-12 settembre parteciperemo anche come organizzatrici alla Mia Women Ride un viaggio in bici per sole donne da Milano a Verona passando per Franciacorta, per promuovere la bicicletta e il cicloturismo al femminile.

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Tornando ad Alfonsina: l’obiettivo di questo giro d’Italia su due ruote, non è stato solo quello di fare una vacanza in bici, ma di porre l’attenzione sui diritti delle donne

Viaggiando abbiamo incontrato tante persone, tante donne e tante storie che in parte abbiamo raccontato sul blog e sul libro, abbiamo anche organizzato molti eventi gratuiti per parlare di donne, emancipazione e pari opportunità attraverso l’arte, il cinema, il teatro, la musica, lo sport soprattutto. E in tutto questo Alfonsina - suo malgrado perché lei voleva solo andare in bici e vivere la sua passione - è diventata l’esempio di come una donna può perseguire ogni obiettivo.

Costante del viaggio e di ogni incontro, come emerge in ogni riga del libro, la ricerca di una risposta alla domanda delle domande: “Cosa significa essere emancipate?”. Una semplice e definitiva affermazione potrebbe essere quella di Francesca che le ha ospitate a Piacenza. “Sentirmi libera di essere le donna che ho sempre sognato di essere”. Proprio come Alfonsina. È vero, nostro non è ancora un paese per donne. Ma, come sostengono Silvia e Linda, ci stiamo facendo strada.

Guida Pratica - Bici, bici delle mie brame...

(di Patrizia Vassallo)

Quale bicicletta scegliere - Lo spiega Luigi Caldarone, titolare dello storico negozio milanese La Bicicletteria, suddividendo per categoria. Gravel bike: pedala su strada e fuoristrada grazie alle ruote più larghe e a una geometria confortevole; si adatta a strada e sterrato.

Mountain bike - per salite e discese su sentieri, sterrati, terreni sconnessi. City bike: la soluzione ideale in città per l’assetto di guida più comodo.

Cosa portare - Non devono mancare mai nel kit di emergenza: le leve per togliere il copertone, una pinza, un tool di chiavi (cacciaviti, brugola ecc.), uno smagliacatene, una camera d’aria, una pompetta, un paio di fili dei freni di scorta e un gonfia e ripara bici. Altri trucchi e consigli di sicurezza nel vademecum tascabile, in uscita in questi giorni per Garzanti, Andare in bici. Le ragioni del pedalare, di Ercole Giammarco.

Dove e come andare - Ital Cycling Promotion (italcycling.it) è un nuovo tour operator sui pedali con una vasta varietà di destinazioni, dalla Valdobbiadene, alla Costiera Amalfitana, a Procida (prossima capitale della cultura 2022), alla Sicilia. Slowit (slowit.travel/) aggrega le migliori offerte in Italia e in Europa, ed è una delle piattaforme più gettonate per ispirarsi e prenotare esperienze naturalistiche, enogastronomiche e anche artistiche. Chi invece non vuole rinunciare a certe comodità può puntare sui Luxury Bike Hotels (13 nel Nord Italia, 18 nel Centro e 1 al Sud; luxurybikehotels.com): offrono servizi su misura per il cicloturista e itinerari speciali partendo dalla Liguria, passando per l’Emilia-Romagna, la Toscana e la Puglia; sono dotati tutti della bike room, dove custodire la propria bici, di un’officina per le piccole riparazioni e di una guida dedicata per consigli che può anche fare da accompagnatore.

Ottima compagna di viaggio sia in montagna che in pianura, l’app Outdooractive permette di selezionare percorsi, punti di interesse e alloggi, creando mappe personalizzate da Nord a Sud Italia, da percorrere rigorosamente su due ruote.

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