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Pattern, nel 2020 ricavi a 53,9 milioni di euro

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Pattern, azienda di progettazione e sviluppo di capi per i marchi del lusso internazionale, archivia il 2020 con ricavi pari a 53,9 milioni di euro, rispetto ai 55,7 milioni registrati nel 2019. Il valore della produzione è invece pari a 54 milioni. L'ebitda scende a 5,4 milioni di euro, rispetto ai 5,9 milioni dell’anno precedente, mentre l’ebitda margin si attesta al 10,7% al 10%. L’esercizio chiude lo stesso in positivo, con utile pari a 3 milioni di euro, rispetto ai 3,8 milioni del 2019. Quanto alla posizione finanziaria netta rimane positiva per 8,8 milioni di euro, (12,4 milioni al 31 dicembre 2019) e il gruppo registra una forte posizione di liquidità, pari a 23,6 milioni di euro a fine anno.

"Abbiamo deciso di reagire alla pandemia impostando una visione di lungo periodo e credendo nella forza del gruppo - spiegano Luca Sburlati, ceo del Gruppo Pattern, insieme a Francesco Martorella e Fulvio Botto, fondatori e azionisti di maggioranza -. Ed è stata una strategia che si è rivelata vincente, grazie infatti all’unione di Pattern ed S.M.T. siamo riusciti a ottenere risultati consolidati positivi nonostante il terremoto che ha investito duramente il settore. Dobbiamo guardare avanti, continuando a investire sul consolidamento del polo italiano della progettazione del lusso e sulla solidità del Gruppo, rimanendo però fedeli ai nostri valori fondamentali: sostenibilità, persone e tecnologia".

La distribuzione geografica delle vendite sottolinea un aumento importante dei ricavi verso clienti italiani, la cui quota sul totale è passata dal 12% al 31,4%. Complessivamente la quota estera dei ricavi delle vendite resta molto elevata, pari al 68,6% del totale delle vendite. Nel complesso, il gruppo ha realizzato gli investimenti strategici programmati, decidendo di non posticiparli nonostante la situazione economica dovuta alla pandemia. Allo stesso tempo si è mantenuta un’efficace gestione del circolante, frutto della forza dei clienti, i quali consentono un ciclo finanziario breve e senza particolari rischi.

Per quanto riguarda l’andamento economico, le prospettive per il 2021 sono ancora di un mercato in forte sofferenza, così come nel 2020, con un primo semestre molto debole (unica eccezione il mercato del Far-East) e un secondo semestre in cui l'azienda immagina, anche per i paesi occidentali, i primi segnali di recupero a partire dall’autunno inverno, grazie all’implementazione delle campagne vaccinali. Il gruppo prevede un primo semestre debole, con una graduale ripresa negli ultimi mesi del 2021. Parallelamente il Gruppo sta continuando l’analisi di opportunità di crescita per via esterna, con l’obiettivo di consolidare sempre più il 'polo italiano della progettazione del lusso'.