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Patuanelli: Pac e Pnrr 2 grandi occasioni che non possiamo mancare

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Image from askanews web site
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Roma, 8 lug. (askanews) - "Più gli imprenditori saranno capaci di intercettare l'innovazione, più lo Stato potrà accompagnare gli investimenti. Dobbiamo essere in grado di guardare sia vicino, sia all'orizzonte: nel PNRR ci sono misure pensate per fare entrambe le cose. Abbiamo compiuto delle scelte e dovremo continuare a farne, assieme ai settori produttivi di cui l'agroalimentare è uno dei massimi rappresentanti. PAC e PNRR sono le due grandi occasioni che non possiamo mancare". Lo ha affermato il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, intervenendo alla 101esima assemblea di Confagricoltura a Palazzo Della Valle, a Roma, a cui ha partecipato anche il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

"Le imprese agricole sono pronte a investire per aumentare il contributo alla lotta contro il cambiamento climatico e per accrescere la sostenibilità ambientale. Gli obiettivi, però, vanno raggiunti puntando sulle innovazioni, e non solo attraverso restrizioni. Una risposta deve arrivare dalla puntuale e piena applicazione del PNRR, che ha nella transizione ecologica un punto fondamentale", ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ricordando che in un recente studio diffuso dalla Commissione Ue si rileva che l'impronta climatica dell'agricoltura europea, misurata in termini di unità di prodotto, si è ridotta a partire dal 1990. "Si tratta di risultati importanti - ha sottolineato - ma sappiamo che occorre fare di più: le energie rinnovabili, con il biometano, il fotovoltaico agricolo, il biogas, possono dare nuovo slancio a modelli virtuosi in cui città e campagna si incontrano".

Per quanto riguarda la nuova Pac, Giansanti ha spiegato che a livello di Piani strategici nazionali "ora c'è molto lavoro da fare e in tempi stretti, in considerazione anche del fatto che la PAC dovrà essere integrata con i progetti di investimento del Recovery Plan, senza dimenticare l'urgenza della riforma della pubblica amministrazione, della semplificazione e degli investimenti in infrastrutture e logistica".

"La grande sfida della sostenibilità è trovare un punto di incontro tra l'aumento della domanda di cibo nel mondo e la necessità di conservare le risorse naturali - ha aggiunto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani - L'agroalimentare può vincere questa sfida puntando sulla razionalizzazione dell'uso dell'energia, dell'acqua e della chimica, ma anche sul potenziamento del patrimonio forestale e della digitalizzazione".

Ad avviso di Confagricoltura, resta la necessità di un piano strategico di lungo periodo, che sappia valorizzare la produzione agricola e la competitività delle imprese. Una competitività che è già una realtà, ma che deve essere implementata, come è emerso dallo studio del professor Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison e docente di Economia all'Università Cattolica, sulle eccellenze agroalimentari italiane: "Conoscere i propri punti di forza - ha spiegato - è fondamentale per l'elaborazione di una strategia efficace".

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