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Patuanelli: "Una sana alimentazione non significa mettere un pallino verde"

·2 minuto per la lettura

"I consumatori hanno diritto di sapere quello che mangiano e non devono essere condizionati nelle loro scelte. Per noi l'etichettatura significa la distruzione di uno dei patrimoni dell'umanità". Così Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, in occasione del convegno 'I 40 anni del Consorzio di tutela-storia e futuro della mozzarella di bufala campana dop'.

"Una sana alimentazione - ha chiarito - non significa mettere un pallino verde a un cibo, ma significa comporre la propria dieta e su questo non retrocederemo neanche di un centimetro in Europa".

"Ogni giorno di più vedo - ha fatto notare - che il dibattito in Europa si sta avvicinando a quello che pensiamo".

"Con la nuova Pac abbiamo perso un'occasione perché gli strumenti di flessibilità non sono sufficienti e perché non si è compreso fino in fondo che l'obiettivo del settore primario è quello di produrre beni alimentari; certo che la componente ambientale è importante ma non può essere il centro della politica comune".

"Noi non dobbiamo rincorrere l'Europa nel settore alimentare, ma dobbiamo insegnare noi all'Europa". Così Domenico Raimondo, presidente Consorzio tutela mozzarella di bufala campana dop, in occasione del convegno 'I 40 anni del Consorzio di tutela-storia e futuro della mozzarella di bufala campana dop'.

"Mi auguro - ha ribadito riferendosi alla questione delle etichette - che il ministro Patuanelli porti avanti questa battaglia. Da quando sono presidente ho visto l'alternanza di ben dieci ministri questo e ha portato una sorta di debolezza in Europa".

"Come tutte le transizioni c'è bisogno di tempo. L'innovazione - ha spiegato - è l'ultima possibilità che abbiamo per tutelare e custodire il territorio. Spero che tutti i produttori vogliano investire per innovare, credo che l'innovazione è l'unica possibilità che abbiamo".

"Sul tema della contraffazione il ministero si sta muovendo su più fronti attraverso i controlli con strumenti innovativi e l'ispettorato, attraverso l'appropriazione dei marchi affinché il produttore si senta garantito".

"Ci sono due elementi da sottolineare - ha sottolineato - ovvero che c'è chi fa proprio il falso, e commette il reato, e l'italian sounding: entrambi sono storture del mercato, però l'italian sounding, pur nella sua negatività, ci dice quanta voglia d'Italia ci sia nel resto del mondo".

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