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Patuelli: "In Italia le banche non si sono mai fermate"

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“In Italia le banche non si sono mai fermate: impegnate a ridurre gli effetti delle crisi finanziarie precedenti, coinvolte profondamente negli effetti sanitari ed economici della pandemia, hanno lavorato tutti i giorni, assommando ai tanti compiti, quelli straordinari conseguenti al Covid”. Così il presidente dell'Abi Antonio Patuelli nel suo intervento all'assemblea annuale dell'associazione bancaria italiana. “La pandemia non ha trovato impreparato il mondo bancario in Italia che, dopo importanti, complessi e costruttivi negoziati fra l’ABI e le Organizzazioni Sindacali del settore, a fine 2019 aveva realizzato il nuovo lungimirante Contratto Nazionale di Lavoro che prevede anche forme di lavoro inaspettate e ha favorito il costante dialogo costruttivo che ha permesso di definire continuamente nuovi accordi anche per tempi eccezionali”. “Le Banche e chi vi lavora hanno sviluppato formazione, tecnologie ed organizzazione per rendere possibili operazioni finanziarie di massa per prevenire le crisi delle imprese, a invariata legislazione bancaria, finora con diversi milioni di pratiche decise di moratoria e circa 2.300.000 prestiti nuovi o ampliati, più o meno garantiti, per oltre duecento miliardi di Euro. Un’opera colossale che continua - dice Patuelli- che deve continuare almeno fin quando la pandemia non sarà debellata, senza interrompere anzitempo queste iniziative che dovranno progressivamente diminuire solo dopo che la ripresa si sarà sviluppata. Inoltre le banche sono molto impegnate a sostegno dei giovani, innanzitutto per i nuovi mutui molto agevolati loro dedicati”.

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