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Paure e fobie più o meno gravi accompagnano l'essere umano da sempre: come riconoscerle ed eliminarle?

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Photo credit: Bettmann - Getty Images
Photo credit: Bettmann - Getty Images

"E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato" scriveva il celebre scrittore statunitense Francis Scott Fitzgerald. Quante volte vi è capitato di emozionarvi in un mercatino dell’usato davanti a un libro, un accessorio o un capo di abbigliamento appartenuto a un passato ormai lontano? O di rimettere in ordine una soffitta impolverata e ritrovare un oggetto che riporta alla mente preziosi ricordi e una piacevole nostalgia? In questa rubrica vogliamo parlare dell’irresistibile anima vintage che è presente in ognuno di noi in diverse percentuali. Perché è impossibile cancellare quello che è stato, anche perché a volte serve guardare indietro per trovare l’ispirazione, nella moda, nell’arte, nella musica e nella vita.

“S., una donna di mezza età, madre di due figli, lascia la casa soltanto per recarsi a far spese nella via sottostante: non si spinge mai fino alla piazza in cui sfocia la strada perchè sa che, giunta al limite di un certo marciapiede, le gambe le si piegherebbero per la paura, facendo cadere o tornare di corsa sui suoi passi, tremante e madida di sudore”.

Ornella Ripa firma un articolo intitolato “Salviamoci dalle paure segrete” su un vecchio numero della rivista Novella datato 5 Marzo 1964. E mi ha fatto pensare perchè l’agorafobia, come tante altre paure, accompagnano l’essere umano da sempre. Basti pensare ai film recenti come L’Ora del Lupo e La Donna alla Finestra in cui le protagoniste hanno paura del mondo esterno. E credo sia un tema più che mai attuale visti i tempi che viviamo; la pandemia ha fatto emergere insicurezze, ansia, e quindi la paura per il presente e per il futuro.

La strada dalla paura alla fobia può essere breve se si verificano eventi traumatici o si vivono situazioni personali particolarmente difficili. “La fobia è una paura speciale, assolutamente irragionevole, cioè non giustificabile sul piano razionale. Infatti chi ne è affetto teme bensì certe situazioni, luoghi, momenti, eventualità, ma solo in virtù delle sensazioni angosciose che essi provocano in lui e non perchè queste situazioni, luoghi, momenti, eventualità, abbiano in sé qualcosa di terrificante” scrive Ripa nel suo articolo.

“La paura motivata stimola il cervello e le forze fisiche, induce a coordinare rapidamente i movimenti per il raggiungimento della salvezza; al contrario chi cede a un’angoscia fobica perde la testa e resta paralizzato nel corpo o compie movimenti disordinati che aggravano la situazione angosciosa” e questo spinge il fobico a evitare di correre il rischio a prescindere. Ma le fobie non sono tutte molto gravi e vistose, quindi quasi tutti ne soffriamo in realtà.

“Non posso soffrire il rumore del gesso sulla lavagna” è una davvero molto diffusa, oppure chi ha paura di usare l’auto e preferisci muoversi a piedi, chi ha paura dei cani o degli insetti, chi ha paura degli aerei. “Le fobie sono numerosissime e si inventano sempre nuovi vocaboli per definirle mantenendo la terminazione in “fobia” e riecheggiando il greco per la prima parte della parola che rappresenta la cosa temuta”. Per esempio: demologia o paura della gente, acrofobia o paura delle altezze, ematologia o paura del sangue.

“Qualcuno ne fa colpa al mondo moderno, alla vita ansiosa che tutti siamo costretti a vivere, altri studiosi affermano che la paura è un retaggio arcaico dell’uomo (come i riti magici che l’allontanano), che è inevitabile soffrirne perchè alla base di tutte le fobie c’è la paura di morire: allo stato puro nella necrofobia o tanatofobia, mimetizzata nelle altre. E la paura di morire è un seme profondo nel cuore dell’uomo”.

La paura del buio, di un luogo chiuso, delle grandi altezze, e tante altre simili fobie, che spesso ci vergogniamo di confessare, hanno sempre origine nel profondo del nostro inconscio. Impariamo a conoscerle: sapremo quando dobbiamo curarle come malattie e quando invece sopportarle come piccole manie utili al nostro equilibrio”.

Ci sono quindi fobie gravi che limitano la vita di un individuo che si priva di esperienze per paura di qualcosa, mentre altri disturbi o paure “umane” sono quelle con cui molti convivono per una parte della vita o per sempre con minore o maggiore intensità a seconda del periodo. L’articolo di Ornella Ripa si conclude suggerendo comunque il supporto di uno psicoanalista che “penetrando nel nostro inconscio, cercherà il conflitto rimosso, la causa segreta dello squilibrio psichico e potrà liberarci della nostra vera paura così bene camuffata in una inspiegabile fobia”.

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