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La pausa nel ciclo di allentamento non danneggia l’INR

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Mentre crescono le tensioni geopolitiche per l’esito incerto dei negoziati commerciali in corso fra Cina e Stati Uniti, le valute dei mercati emergenti rimangono sotto pressione, poiché la condizione necessaria imposta dalla Cina per raggiungere un accordo per la “fase uno” è il ritiro dei dazi USA, che invece vogliono includere nell’accordo temi quali la proprietà intellettuale e il trasferimento tecnologico, questioni che ancora causano forti divergenze. In India sembra che la politica fiscale stia raggiungendo il limite: nei primi sette mesi dell’anno fiscale in corso, il governo di Modi ha già superato il deficit di bilancio previsto inizialmente, per cui sorprende la decisione della banca centrale indiana (Reserve Bank of India, RBI) di mantenere i tassi invariati con l’obiettivo di moderare l’inflazione dei prezzi, soprattutto se si considerano i continui rischi al ribasso per la crescita. Nonostante l’attuale rimbalzo dell’INR, ci aspettiamo che la rupia ceda terreno, perché sono ancora in cantiere sia la scadenza del 15 dicembre 2019 per l’introduzione di dazi pari a $156 miliardi, sia la “lista di entità inaffidabili” che la Cina sta redigendo contro le società USA.

Gli stimoli fiscali nell’economia indiana sembrano poco efficaci, il governo, infatti, ha già superato il suo obiettivo di deficit, stimato al 102,40% o INR 7,2 mila miliardi ($100 miliardi), e anche i cinque tagli del tasso operati dalla RBI, che ha portato il tasso sui pronti al 5,15% (-1,10% nell’anno corrente) hanno avuto un impatto piuttosto limitato. Nel terzo trimestre, la crescita su base annua si è attestata al 4,50% (precedente: 5%), ritmo più lento dal marzo 2013, e ora la previsione di crescita della RBI è pari al 5% (precedente: 6,10%) per l’anno che si chiuderà a marzo 2020, una previsione piuttosto negativa per la rupia indiana; nel comunicato della RBI si legge, infatti, che “c’è spazio per un’ulteriore azione di politica monetaria in futuro”. Inoltre, mentre gli USA stanno intensificando i negoziati con gli altri partner commerciali, e dopo i primi colloqui fra Washington e Nuova Delhi a novembre, che curiosamente si sono conclusi senza una parola sui prodotti caseari USA, probabilmente l’argomento occuperà le prime pagine in futuro.

By Vincent Mivelaz

Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online