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PCOfficina, a Milano si recuperano vecchi computer e si installa il software libero

Cristina Maccarrone
Pc Officina

Di computer non ne capite niente, eppure quello che vedete è che il vostro pc comprato “solo” 5 anni fa non va più come prima. Ci mette tanto ad aprirsi, si blocca di continuo, insomma l’idea che vi passa per la mente ogni volta che lo usate è che dovreste portarlo in una discarica e passare a uno nuovo. Idea condivisibile in un mondo in cui ormai è più facile trovare un computer discreto a meno di 500 euro anziché provare a riparare il proprio perché, si sa, riparare costa.

Se non fosse che a Milano esiste un gruppo di persone che prova a dare nuova vita ai computer e che, basandosi sulla “filosofia” del trashware, spesso fa anche di più: dona dei supporti informatici lì dove non ce n’è mai abbastanza. Leggi pure quelle scuole che sempre più vengono accusate di essere poco informatizzate e che invece grazie al riciclo hanno la chance di aggiornarsi.

Questo succede grazie al “lavoro” di alcuni volontari che nel 2011 hanno dato vita a PCOfficina nella zona della Bovisa, uno spazio aperto ogni giovedì sera dalle 20 fino alle 23 circa e ospitato nel soppalco sopra una discoteca. Ne parliamo con Francesco Bizzini che si occupa della comunicazione di PCOfficina e che insieme a Giovanni Sposito (presidente), Savino Curci, Marco Caliari, Roberto La Sorte costituisce il “cuore” di questa singolare officina.

Tutti informatici?
“No, a dire il vero, c’è chi lo è per lavoro, chi no, ma magari ha fatto degli studi in merito. Siamo degli appassionati e lontani dalla visione nerd di chi ha magari un amore smodato per le macchine, ma poco per le persone perché sta sempre lì nel laboratorio a smanettare. Ci interessa invece la condivisione di quello che sappiamo fare, ci interessano le persone. Infatti il manifesto di PCOfficina che è un’associazione di promozione culturale è 'Lo vedi, lo fai, lo insegni' ".

Cos’è PCOfficina, com’è nata e perché? È un posto dove si portano i computer ad aggiustare o c’è dell’altro?
“PCOfficina è nata 2 anni fa grazie all’idea di un campus di attivisti del green e dell’informatica. Mi spiego meglio: nel 2011 i soci fondatori di questa associazione (io sono arrivato qualche mese dopo) avevano dato vita a un laboratorio di recupero informatico che è piaciuto così tanto da far pensare che il passo successivo potesse essere creare un’associazione con tanto di spazio fisico. Un posto in cui ci si incontra per praticare il trashware ossia il riciclo di computer che andrebbero nella spazzatura (la parola infatti viene da trash più hardware); installare software liberi come Linux, mettere a disposizione degli altri le nostre conoscenze informatiche per aiutare chi viene a riparare il proprio apparecchio elettronico. Siamo diversi da un negozio di riparazioni elettroniche: da noi vieni con il tuo pc, il giovedì sera e insieme a noi impari a metterlo a posto, a fare manutenzione. A volte qualcuno ci chiama da posti come Lecco, per fare un esempio, e ci chiede se ci può spedire il proprio computer. No, noi non facciamo questo, se ti si rompe uno schermo LCD, ad esempio lì non possiamo fare nulla. Ma ti aiutiamo a dare nuova vita a un computer che spesso non “gira” magari per colpa di un virus che ha bloccato alcuni 'pezzi' e basta solo intervenire per farlo tornare a posto”.

E il software libero cosa c’entra?
“Tanti computer vecchi, magari di 10 anni fa, che con Windows 7, oppure 8, non vanno, con Linux riescono ad essere perfetti per andare online, guardare la posta. Insomma in tema di risparmio, basti sapere che un pc destinato alla discarica, per fare quelle 'minime attività', come detto sopra, avrebbe solo bisogno di un software diverso e modulabile come Linux”.

E' questa la filosofia del trashware?













“Sì, c’è chi può venire a riparare il suo pc, ma c’è anche chi può decidere di donarlo come fanno alcune aziende. Grazie alle donazioni costruiamo dei pc con pezzi di riciclo portando avanti dei progetti di inclusione informatica”.

Sarebbe a dire?
“Regaliamo questi pc alle scuole come quella secondaria con cui stiamo lavorando, che ha modo di dotarsi di registri online grazie a questi computer che assolvono perfettamente al loro compito: andare su Internet. Al momento ne stiamo assemblando una dozzina. Vantaggio economico per la scuola e vantaggio per l’ambiente. Tutto questo è possibile appunto grazie al sistema open source e grazie a Ubuntu, distribuzione Linux per computer. C’è anche Lubuntu per pc più obsoleti e di recente abbiamo ‘scoperto’ Doudou Linux che viene dalla Francia. Anche questo per macchine ormai vecchie, ma che ha un pregio: è una distribuzione di Linux destinata ai bambini dai 5 anni in su con moduli didattici, per farli navigare in sicurezza. Lo stiamo portando avanti nelle fiere dedicate al riciclo ed è un’altra versione del software libero e gratuito che grazie alla crisi economica sta prendendo piede. Ci tengo a dire però che non siamo dei fissati con Linux e smanettoni, ma semplicemente vogliamo condividere. Alla fine io stesso sul mio pc uso sia Windows che Linux”.

Infine, che gente frequenta la PCOfficina?
“C’è di tutto, dal professore che vuole un pc per i propri studenti, dalla madre poco tecnologica che viene con la figlia, dallo studente che sta scrivendo la tesi e viene da noi perché il pc gli dà problemi.  Età dai 16 ai 60 anni. Per venire da noi, serve solo il costo della tessera annua che è di 5 euro e serve per mantenere le spese vive. Poi c’è un frigo da cui con offerta libera si possono bere delle birre e con altre offerte libere, tipo 2-3 euro, ti porti anche una scheda madre o altri pezzi che mettiamo a disposizione dal riciclo”.

PCOfficina è anche su Facebook, mentre se non vivete a Milano sappiate che anche a Bologna c’è un progetto simile a quello meneghino dal nome Ofpicina, laboratorio aperto ogni primo martedì e terzo lunedì del mese a Bologna. Insomma, provare a riparare a questo punto è d’obbligo.