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Al PD non piace il nuovo Monopoly

Angela Iannone
Monopoly express

Il gioco è bello quando dura poco, dice un proverbio. E se non è diseducativo, si potrebbe aggiungere da oggi, come ribatte il Pd. In uno dei periodi storici più critici per il governo italiano, tra le tante questioni sollevate dal Partito Democratico in Parlamento c'è anche la richiesta di fermare l'uscita del nuovo Monopoly, lo storico gioco di società di casa Hasbro.

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Il motivo di tanto accanimento lo spiegano alcuni deputati del Pd - principalmente renziani - in una lettera inviata direttamente al nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. Il gioco da tavola, infatti, ha abbandonato per sempre il mondo immobiliare per lanciarsi nella caccia sfrenata ai brand di successo, rendendo il giocatore uno scaltro trader di finanza, abile ad arricchirsi anche alle spalle degli altri. Troppi sconvolgimenti che ai deputati Michele Anzaldi, Marina Berlinghieri, Matteo Biffoni, Luigi Bobba, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno non sono andate proprio giù.

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Così, carta e penna alla mano, hanno scritto a John R.Phillips chiedendogli di attivarsi per far intervenire direttamente Washington sulla questione. E di bloccare il gioco, o di ritornare alle vecchie regole, perchè quello attuale contraddice "la chiave etica del Presidente Obama", scrivono.
E' proprio attraverso parole del presidente statunitense che i deputati renziani motivano la loro battaglia, ricordando la sua condanna dopo lo scandalo dei mutui subprime che portò al crollo dei mercati azionari mondiali e al monito di non tornare più a questo sistema finanziario corrotto.
“Mentre la Casa Bianca, con realismo e saggezza, pone l’accento - scrivono i deputati Pd - contro le frodi dei titoli e gli abusi degli strumenti finanziari, il Monopoly, gioco che da generazioni alfabetizza i giovani sui meccanismi del liberto mercato, torna ad esaltare la turbo economia che ha aperto la crisi finanziaria 2008, con il messaggio diseducativo che, in caso di violazione delle regole, non si viene neanche puniti".

Un gioco altamente diseducativo, dunque, che non si rispecchia con i nuovi valori  - almeno enunciati - del mondo della finanza richiesti dagli Stati Uniti, un Paese che "per noi rappresentano il faro sulle tutele ai consumatori", continua la lettera, ricordando all'ambasciatore come l'Italia molte volte "ha seguito gli Usa su battaglie sociali a protezione dei cittadini". La richiesta finale, perciò è quella di chiedere alle autorità competenti di "valutare eventuali provvedimenti" su questo nuovo, sprovveduto, gioco di società, o quantomeno di affermare una "posizione critica sul nuovo Monopoly, gioco distribuito in tutto il mondo e quindi anche in Italia". La questione è seria e va affrontata subito, senza passare dal via.