Italia markets closed
  • Dow Jones

    33.849,46
    -497,57 (-1,45%)
     
  • Nasdaq

    11.049,50
    -176,86 (-1,58%)
     
  • Nikkei 225

    28.162,83
    -120,20 (-0,42%)
     
  • EUR/USD

    1,0347
    -0,0058 (-0,56%)
     
  • BTC-EUR

    15.694,55
    -455,16 (-2,82%)
     
  • CMC Crypto 200

    380,17
    -0,12 (-0,03%)
     
  • HANG SENG

    17.297,94
    -275,64 (-1,57%)
     
  • S&P 500

    3.963,94
    -62,18 (-1,54%)
     

Pd, sindaco Monza: "Ricci o Nardella candidature autorevoli ma non esclusive"

(Adnkronos) - "In politica non amo le rivendicazioni e non penso che i sindaci siano troppo trascurati". Lo dice all'Adnkronos Paolo Pilotto, sindaco di Monza da giugno, quando a sorpresa ha battuto al ballottaggio il candidato di centrodestra e primo cittadino uscente, Dario Allevi. Proprio per questo la città lombarda è stata scelta come simbolo della "rimonta" dal segretario del Pd Enrico Letta, che lì, la domenica prima delle elezioni politiche, ha chiamato a raccolta cinquecento amministratori locali.

Tra loro c'erano quelli che oggi sembrerebbero muovere i primi passi per succedergli al Nazareno: il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, e quello di Firenze, Dario Nardella. "Se andranno avanti e saranno supportate, sono candidature autorevoli, perché si tratta di sindaci che stanno lavorando bene nelle loro città", dice Pilotto, che avverte però: "Non sono candidature esclusive. Certamente all'interno del Pd ci sono altre figure che non vengono dalle amministrazioni locali e che possono avere ugualmente i numeri per governare bene, proprio perché il tema non è la rivendicazione, ma la lettura specifica del valore personale e politico di una certa persona".

Quello dei colleghi di Pesaro e Firenze non è messo in discussione dal sindaco di Monza, che racconta: "Con Nardella ho un rapporto di ampia simpatia umana e potrei vederlo benissimo" alla segreteria del Pd. Anche "con Matteo Ricci ho chiacchierato a lungo domenica" 18 settembre. Però "da sindaco, io non sono partigiano" e penso - aggiunge - che "non si tratti tanto di immaginare un 'partito dei sindaci'", quanto di fare "emergere le loro competenze amministrative, che applicate su una scala più grande, possono dare o aiutare a dare molte risposte alla nazione".

Per questo Pilotto invita a non buttare via, dopo il risultato deludente alle urne, l'iniziativa messa in campo dal Pd il 18 settembre a Monza: "Aver portato sul palco una ventina di amministratori a parlare di un modo concreto di fare politica è stata una bellissima idea e averlo fatto a Monza ci ha riempito di felicità. E' una sottolineatura che abbiamo gradito, ma da lì a riuscire a recuperare tutto il gap era molto difficile".

L'obiettivo di "ribaltare" i pronostici, come capitato alle amministrative a Monza, al centrosinistra non è riuscito, ma "non era facile e io - sottolinea il sindaco all'Adnkronos - l'avevo detto in tanti modi prima e durante quella giornata: bisogna considerare la diversa condizione di partenza", ovvero la coalizione. "Quella che ho guidato io a livello locale era molto larga e avevamo lavorato molto bene sulle idee e sui programmi, trovando punti di allacciamento fra gruppi che sulla carta potevano sembrare distantissimi".

"Se noi avessimo ipotizzato a livello nazionale un campo largo di quel genere, i conti sono lì da vedere e la situazione sarebbe diversa". Soprattutto a Monza, dove con il Pd praticamente pari a Fratelli d'Italia e il Terzo polo sopra al 14% "abbiamo una super conferma del risultato amministrativo e la mia giunta dalle elezioni nazionali risulta ancora più legittimata".

Però per Pilotto "è inutile piangere sul latte versato ed entrare in una condizione quasi patologica di iperagitazione, andando alla ricerca prima dei colpevoli e poi dei contenuti. Calma e sangue freddo. Il tema vero che ora si apre per il centrosinistra italiano e per i democratici in particolare, sono le idee, non la ricerca di questo o quell'alfiere".

L'invito del primo cittadino di Monza, "città che da quando c'è l'elezione diretta, non ha mai visto la rielezione dello stesso sindaco", è quello di guardare lontano e di avere responsabilità, anche all'opposizione, "senza distruggere chi governerà", perché "se noi andiamo al congresso con delle idee che non sono contro, ma che sono propositive, il tempo per rialzarsi c'è di sicuro".