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Pechino 2022: Xi ottimista, ma è stop alla vendita dei biglietti causa Covid

·2 minuto per la lettura
Workers build an installation featuring mascots of the Beijing 2022 Winter Olympics, in Beijing, China January 17, 2022. REUTERS/Tingshu Wang (Photo: Tingshu Wang via Reuters)
Workers build an installation featuring mascots of the Beijing 2022 Winter Olympics, in Beijing, China January 17, 2022. REUTERS/Tingshu Wang (Photo: Tingshu Wang via Reuters)

Nel discorso inaugurale del Forum mondiale dell’Economia di Davos, il presidente Xi Jinping si è dichiarato fiducioso sulla riuscita dei Giochi olimpici invernali di Pechino al via dal 4 febbraio. Il leader cinese ha assicurato che la Cina presenterà “al mondo Giochi lineari, sicuri e splendidi”. Ma segnale delle preoccupazioni del Comitato organizzatore è la decisione di fermare la vendita dei biglietti. “Al fine di proteggere la salute e la sicurezza del personale e degli spettatori legati alle Olimpiadi - si legge in una nota del Comitato - è stato deciso di adeguare il piano precedente sulla vendita dei biglietti al pubblico e della organizzazione degli spettatori in loco”. È stato deciso che “i biglietti non dovranno più essere venduti ma che saranno presenti in loco durante i Giochi alcuni spettatori invitati”.

Spettatori, dunque, solo su invito. In precedenza, invece, l’ipotesi era quella di garantire spettatori in presenza fino al 50% della capienza degli impianti.

Tuttavia, a meno di tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi, il numero dei contagi è tornato a salire anche in Cina. Appena 223 nuovi casi, un numero che, seppur irrisorio rispetto agli altri Paesi, rappresenta il livello più alto registrato in Cina da marzo 2020. Di questi 223, 80 sono stati registrati nella città portuale di Tianjin, primo focolaio Omicron del Paese, e altri 9 al polo manifatturiero del Guangdong, provincia nel sud del Paese. Un caso locale di Omicron è stato poi rilevato a Pechino nel weekend, spingendo le autorità locali a inasprire ulteriormente le regole di accesso alla capitale anche per chi arriva da altre parti del Paese. Oltre all’obbligo già esistente di presentare un test negativo fatto prima delle 48 ore dall’arrivo in città e di disporre di un codice verde sull’app di monitoraggio sanitario, chi arriva a Pechino deve sottoporsi ad un test dell’acido nucleico entro 72 ore. La nuova regola punta ad agevolare il tracciamento del coronavirus e della sua variante Omicron. Le autorità locali hanno chiesto ai residenti di non lasciare la città per le imminenti vacanze del Capodanno lunare.

Inoltre, le Poste cinesi hanno ordinato la sanificazione di tutta la corrispondenza in arrivo dall’estero, dopo che il primo caso di Omicron riscontrato a Pechino è stato ricondotto al contatto con una corrispondenza dal Canada su cui le autorità hanno dichiarato di avere riscontrato la presenza del virus nella sua variante ad alta trasmissibilità.

Pechino vuole creare per i Giochi una sorta di bolla strettamente sorvegliata, isolata dal resto della popolazione. Anche se il numero di contagi resta piuttosto limitato, la Cina sembra infatti decisa nel perseguire una rigida strategia “zero covid”. “I Giochi - ha dichiarato Xi - inizieranno presto”. E le autorità cinesi si dichiarano decise a proteggerli a tutti i costi. Anche dai tentativi di boicottaggio degli Stati Uniti d’America.

Huffpost (Photo: Huffpost)
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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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