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Penalizzazioni su assegni pensionistici: chi sono coloro che rischiano?

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Pensioni
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In arrivo ulteriori tagli sulle pensioni tra il 2021 e il 2022. Di recente, l’attuale governo ha iniziato un dialogo con i sindacati per la definizione del nuovo panorama previdenziale. Esso dovrebbe essere reso valido a partire dall’1 gennaio 2022. Quota 100 si esaurirà e, come è oramai risaputo, non avrà una riconferma. Sembra tuttavia essere destinata a nascere una nuova strada previdenziale che prevede un’uscita anticipata, in cambio di due fondamentali requisiti: l’aver raggiunto i 64 anni di età e avere almeno 38 anni di contributi.

Tagli pensioni: chi sarà svantaggiato?

Orizzonti interessanti quelli che si prospettano per il futuro prossimo. Tuttavia, tali scenari potrebbero andare a svantaggiare una fetta consistente della popolazione. A rischiare sono coloro che andranno via col sistema contributivo integrale. A essere intaccato sarà l’assegno di questi malcapitati. La penalizzazione maggiore toccherà probabilmente a coloro che usciranno con la strada alternativa prevista dai nostri politici: la quota 102.

Cosa accade chi va in pensione nel 2021?

Chi andrà in pensione nel 2021 sarà destinato a perdere una piccola quota di assegno. Questo perché il nuovo calcolo col sistema contributivo sarà svolto con i nuovi coefficienti di contribuzione che saranno più bassi rispetto a chi è andato in pensione tra il 2019 e il 2020. Come scrive la Leggepertutti a essere colpevoli della diminuzione degli assegni pensionistici sono vari fattori, tra cui il Pil, gli adeguamenti alal speranza di vita media e l’indice dei prezzi di consumo. Come ipotizza, invece, Quifinanza, visto il pessimo andamento del 2020 è molto probabile che le pensioni non aumentino, bensì diminuiscano.