Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.970,73
    +112,55 (+0,49%)
     
  • Dow Jones

    33.761,05
    +424,38 (+1,27%)
     
  • Nasdaq

    13.047,19
    +267,27 (+2,09%)
     
  • Nikkei 225

    28.546,98
    +727,65 (+2,62%)
     
  • Petrolio

    91,88
    -2,46 (-2,61%)
     
  • BTC-EUR

    23.960,27
    -317,68 (-1,31%)
     
  • CMC Crypto 200

    574,64
    +3,36 (+0,59%)
     
  • Oro

    1.818,90
    +11,70 (+0,65%)
     
  • EUR/USD

    1,0257
    -0,0068 (-0,66%)
     
  • S&P 500

    4.280,15
    +72,88 (+1,73%)
     
  • HANG SENG

    20.175,62
    +93,19 (+0,46%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.776,81
    +19,76 (+0,53%)
     
  • EUR/GBP

    0,8457
    -0,0001 (-0,02%)
     
  • EUR/CHF

    0,9656
    -0,0058 (-0,60%)
     
  • EUR/CAD

    1,3100
    -0,0071 (-0,54%)
     

Pensione anticipata nel 2023: chi può ritirarsi a 58 anni e a quali condizioni

(Adnkronos) - La conferma di Opzione donna per un altro anno sembrava certa fino a qualche giorno fa. Adesso, con la crisi di governo e il ritorno al voto sembra esserci qualche dubbio in più, anche se alla fine tutto dovrebbe risolversi in favore di quelle lavoratrici che sperano in una nuova proroga della misura, come succede ormai da qualche anno a questa parte.

Qualche giorno fa è stato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a confermare l’intenzione di confermare Opzione donna per almeno un altro anno. Si tratta, per chi non la conoscesse, di una misura che consente di accedere alla pensione con largo anticipo, molto prima rispetto a quanto previsto dalla pensione di vecchiaia.

Con Opzione donna, infatti, il diritto alla pensione matura a 58 anni, 59 anni nel caso delle lavoratrici autonome, purché nel contempo risultino versati almeno 35 anni di contributi.

Come ricorda Money.it, però, attualmente possono accedere a Opzione donna solamente le lavoratrici che hanno maturato i suddetti requisiti entro la data del 31 dicembre 2021, quindi quelle nate non oltre il 1963, o 1962 nel caso delle lavoratrici autonome.

L’intenzione è di estendere la platea delle beneficiarie, spostando il termine entro cui soddisfarne i requisiti al 31 dicembre di quest’anno. In questo modo le porte della pensione a 58 anni si aprirebbero anche per le nate nel 1964.

Non sarà però il governo Draghi a procedere in tal senso, visto che la decisione spetterà alla nuova maggioranza. Tuttavia, della bontà di Opzione donna sembrano essere convinti tutti i partiti, quindi - qualunque fosse il nuovo esecutivo - non dovrebbero esserci ostacoli. Anche perché Opzione donna, a differenza di tante altre misure di flessibilità, è sostenibile in quanto prevede che l’assegno di coloro che vi accedono venga ricalcolato interamente con il sistema contributivo, da cui ne consegue una riduzione dell’importo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli