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In pensione con Opzione donna, c'è il riscatto agevolato della laurea

·4 minuto per la lettura

La scelta di andare in pensione prima con Opzione donna non è da valutare con leggerezza, dal momento che il ricalcolo contributivo che questo trattamento richiede risulta normalmente penalizzante ricorda laleggepertutti.it. Tuttavia, il ricalcolo contributivo comporta anche il vantaggio di poter recuperare ai fini pensionistici gli anni del corso di studi con un onere più leggero : in altri termini, si può ottenere il riscatto laurea agevolato con Opzione donna.

A questo proposito, bisogna innanzitutto tener presente che il cosiddetto riscatto agevolato consiste nella possibilità di recuperare i periodi del corso di studi universitari versando un onere ridotto, qualora i periodi debbano essere valorizzati con sistema di calcolo contributivo- percentuale. L’onere è calcolato applicando al minimale vigente presso le gestioni degli artigiani e dei commercianti, pari a 15.953 euro per il 2021, l’aliquota vigente presso il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti dell’Inps, pari, attualmente, al 33%. In sostanza, chi richiede il riscatto agevolato nel 2021 paga un onere pari a 5.264,49 euro per ogni anno da recuperare (15.953 x 33%). Quattro anni di laurea, ad esempio, “costano” 21.057,96 euro.

Ma non è tutto: l’Inps, attraverso diversi messaggi e circolari, ha chiarito che il riscatto può essere calcolato con onere agevolato anche laddove il periodo da recuperare, pur essendo in origine da valutare con sistema della riserva matematica- retributivo, sia da valorizzare con sistema contributivo-percentuale a seguito dell’esercizio dell’opzione al sistema contributivo, dell’opzione donna, della facoltà di totalizzazione o della facoltà di computo presso la gestione Separata. Si tratta di quattro misure che determinano il calcolo interamente contributivo della pensione.

Quali periodi devono essere calcolati col sistema contributivo?

Normalmente, sono valutati attraverso il sistema di calcolo contributivo i periodi, accreditati presso le gestioni amministrate dall’Inps:

dal 2012 in poi, per chi possiede almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995;

dal 1996 in poi, per chi possiede meno di 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995.

Il calcolo della pensione (e del riscatto) è effettuato con sistema integralmente contributivo se il lavoratore, o la lavoratrice:

non ha contributi accreditati prima del 1996;

si avvale dell’opzione al contributivo, cioè della cosiddetta opzione Dini ;

opta per il computo presso la gestione Separata di tutti i contributi accreditati presso le casse Inps;

si avvale della totalizzazione, in caso di assenza di autonomo diritto a pensione o di richiesta del calcolo contributivo;

si avvale dell’opzione donna.

Come funziona l’opzione donna?

I requisiti previsti dalla legge per la generalità delle lavoratrici che desiderano accedere all’opzione donna sono:

il perfezionamento del requisito anagrafico di 58 anni entro il 31 dicembre 2020, per le lavoratrici dipendenti;

il perfezionamento del requisito anagrafico di 59 anni entro il 31 dicembre 2020, per le lavoratrici autonome;

almeno 35 anni di contributi, accreditati entro il 31 dicembre 2020 (i periodi contributivi possono essere anche accreditati successivamente, ad esempio attraverso un’operazione di riscatto o ricongiunzione: l’importante è che la loro collocazione, nell’estratto conto previdenziale, risulti entro il 31 dicembre 2020); i 35 anni di contributi non possono essere conseguiti in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i versamenti accreditati presso casse diverse: è consentito il solo cumulo “interno” all’Assicurazione generale obbligatoria (ad esempio, tra la contribuzione accreditata presso il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti e presso la gestione dei commercianti).

A partire dalla maturazione dei requisiti, si applica un periodo di attesa, detto finestra, pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti ed a 18 mesi per le autonome.

Opzione donna e riscatto agevolato

In merito all’opzione donna e al riscatto della laurea, anche nei casi in cui in base alla collocazione temporale dei periodi dovrebbe adottarsi il criterio della riserva matematica per determinare il costo dell’operazione, i periodi stessi sono comunque valutati con il sistema contributivo- percentuale, per effetto dell’opzione per il calcolo esclusivamente contributivo della pensione. Ciò permette di calcolare il relativo onere o col sistema a percentuale, oppure col sistema agevolato, che comporta un costo notevolmente ridotto, come osservato.

Attenzione: come precisato dall’Inps, per avvalersi del riscatto agevolato per effetto dell’opzione donna, la domanda di riscatto deve essere presentata contestualmente alla domanda di pensione recante la scelta dell’interessata di accesso all’opzione dedicata alle lavoratrici.

Qualora l’interessata rinunci alla domanda di pensione con opzione donna, l’onere di riscatto viene rideterminato in base alle regole generali e avendo riguardo alla collocazione temporale dei periodi stessi.

Ma che cosa succede se la lavoratrice ottiene il riscatto agevolato a seguito dell’opzione contributiva Dini? In questo caso, avendo già optato per il contributivo, non può più ottenere la pensione anticipata con opzione donna, in quanto tale opzione è finalizzata a far usufruire di più favorevoli requisiti anagrafici, rispetto a quelli in vigore per l’uscita dal lavoro .

In pratica, non è possibile optare per il ricalcolo contributivo della pensione due volte: peraltro, una volta pagata anche solo la prima rata di riscatto, l’opzione al contributivo della legge Dini è irrevocabile e non si può più tornare indietro.

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