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Pensioni, Angeletti: "Governo sembra non voler mediare, difficile ripresa confronto"

·2 minuto per la lettura

"Ovviamente c'è da augurarsi che non sia una rottura definitiva, anche se penso che ci siano poche probabilità che si possa riprendere un proficuo confronto, anche perché il governo non ha molta intenzione di trovare un accordo. Dà l'impressione a non avere nessuna disponibilità né intenzione a fare una mediazione". Lo dice all'Adnkronos l'ex segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, nel commentare l'esito del tavolo di ieri tra governo e sindacati sul tema delle pensioni e degli ammortizzatori sociali. Secondo Angeletti, "non si possono fare incontri durante i quali il governo spiega ai sindacati quali sono le ragioni per cui ha ragione".

Quanto al rischio di una mobilitazione generale in risposta al mancato accordo, l'ex segretario è netto: "C'è una regola non scritta ma aurea: i sindacati o fanno gli accordi o fanno una mobilitazione. Tutto gli si può chiedere tranne che essere contemplativi".

Quanto successo al tavolo di confronto tra governo e sindacati su pensioni e ammortizzatori sociali è "grave nel merito", prosegue Angeletti, perché "quello che l'esecutivo non è riuscito a capire, dopo 20 anni di discussioni sulla riforma previdenziale in Italia", è che "occorre un sistema flessibile che si adatti alla realtà". Secondo l'ex leader sindacale "non è razionale, e neanche giusto, avere le norme previdenziali uguali per tutti i lavoratori che sono profondamente diversi tra loro, che fanno lavori profondamente diversi. Non si può mettere sullo stesso piano un professore universitario o un operaio edile. E' una cosa senza senso". Un sistema flessibile, aggiunge quindi Angeletti, che "stiamo cercando da anni di averlo".

Infine, chiosa Angeletti, "odio il populismo di destra e quello di sinistra, ma va detto: quando i banchieri parlano di questioni sociali, manifestano tutta la loro profonda ignoranza sul tema. Va ammesso che sono grandi amministratori di banche e società finanziarie, ma dovrebbero avere l'umiltà di capire che non sono uomini onniscienti. Uno può essere bravissimo a governare un Paese ma ci sono aspetti di quel Paese che non conosce e che dovrebbe avere l'umiltà di apprendere", aggiunge l'ex segretario Uil.

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