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Pensioni, Cisl: flessibilità uscita priorità sociale ed economica -2-

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Roma, 10 feb. (askanews) - Il numero due della Cisl ha aggiunto che "va estesa la platea del lavoro usurante e gravoso e data continuità strutturale all'Ape sociale. Occorre eliminare o ridurre drasticamente le soglie minime sulle pensioni che oggi impongono di raggiungere 2,8 volte l'assegno sociale per chi ha 64 anni con 20 di contributi e 1,5 volte per chi ne ha 67. Bisogna anche rivedere il sistema dei coefficienti di trasformazione per il calcolo contributivo, introducendo criteri variabili in funzione dell'anno di nascita".

Da eliminare poi "è l'incremento automatico del requisito anagrafico per le pensioni di anzianità - ha aggiunto Sbarra - o quantomeno riportare la valutazione al confronto con le parti sociali. E' necessario altresì intervenire sulla modalità di calcolo automatico dell'aspettativa di vita tema che va lasciato al confronto negoziale con le parti sociali".

Quanto alle pensioni delle donne, per il sindacato di via Po il problema centrale resta quello di creare pari condizioni di ingresso, permanenza e competizione nel mercato del lavoro. Sei le direttrici su cui oggi la Cisl ha insistito: il riconoscimento di almeno un anno di anticipo per figlio; la valorizzazione del lavoro di cura, vera e propria voce di welfare informale; il ripristino degli incentivi sulla contrattazione aziendale per la conciliazione; il consolidamento della fiscalità di vantaggio per le aziende che assumono donne; il rafforzamento congedi; un grande investimento sui servizi all'infanzia. Va altresì avviato da subito il lavoro delle due commissioni per la separazione tra previdenza e assistenza e per la gravosità.

(Segue)