Italia Markets open in 3 hrs 51 mins

Pensioni, Cisl: occorre rivalutazione piena e corretta

Sen

Roma, 7 feb. (askanews) - "Nel corso dell' incontro tecnico al Ministero anche oggi come Cisl ed Fnp Cisl abbiamo ribadito la necessità di recuperare la fiducia dei cittadini, dei lavoratori e dei pensionati di questo paese ripristinando un sistema di regole coerenti e più eque del sistema previdenziale". Lo ha detto il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, al termine dell'incontro sulla rivalutazione delle pensioni al ministero del Lavoro.

"Negli ultimi anni si è guardato solo alla sostenibilità economica del sistema previdenziale- ha aggiunto il Segretario Generale della Fnp Cisl, Piero Ragazzini, anche lui presente all'incontro - dimenticando la sostenibilità sociale e sulle pensioni si è fatta una eccezionale operazione di cassa. I primi a farne le spese sono stati i pensionati che sono stati considerati, da Governi di ogni colore, un contenitore da cui attingere risorse quando ce n'è stato bisogno. Nel corso del tempo sono intervenuti innumerevoli provvedimenti che hanno bloccato o limitato la corretta rivalutazione delle pensioni e questa cattiva abitudine ha fatto perdere in 20 anni, secondo i calcoli della nostra Federazione Nazionale dei Pensionati, il 30% del potere di acquisto. Si tratta di una enorme ingiustizia perpetrata a carico dei pensionati che è necessario correggere e superare e sulla quale anche la stessa Corte Costituzionale ha avuto modo di richiamare il legislatore a prestare maggiore attenzione a tener conto degli equilibri dei trattamenti pensionistici con le esigenze della finanza pubblica".

"La Cisl e la Fnp Cisl - ha sottolineato Ganga - sono tornate a chiedere che venga attribuita la rivalutazione piena e corretta a tutte le pensioni. Questo non porterebbe vantaggio solo al titolare della pensione ma anche delle famiglie e del sistema paese se è vero quanto certificato recentemente dall'Istat che la presenza di un pensionato nel nucleo famigliare riduce il rischio povertà di quel nucleo. I pensionati sono, soprattutto in nuclei familiari economicamente deboli, lo strumento che consente a quel nucleo di "restare a galla" e in ogni caso i pensionati sono un formidabile ammortizzatore sociale supplendo a molte carenze dello Stato quanto a servizi alla persona e alla famiglia. Ecco perchè bisogna restituire subito ai pensionati quanto perduto in questi anni".

"Bisogna recuperare immediatamente il sistema che attribuisce in modo progressivo, come previsto nella legge 388 del 2000 - ha precisato Ragazzini - la rivalutazione delle pensioni, e, invece, purtroppo la Legge di bilancio per il 2020 rinvia questo meccanismo, a nostro avviso più equo, solo al 2022 nonostante siano gli stessi documenti tecnici di supporto alla legge di bilancio ad inquadrare la spesa per la rivalutazione all'interno di una cifra sostenibile visto che l'importo della stessa sarebbe costata per l'anno in corso poco più di 700 milioni. Non possiamo accettare che l'accordo raggiunto sulla rivalutazione a partire dal 2019 sia stato smentito da un Governo successivo e nell'ultima Legge di bilancio sia stato ridotto ad una modestissima restituzione sui trattamenti pari a tre volte il minimo, peraltro già rivalutati in partenza al 97%, preconfigurando l'ipotesi di una più adeguata rivalutazione solo dal 2022.

"E' necessario inoltre - ha concluso Ganga - valutare l'opportunità di modificare il 'paniere' dei prezzi per adeguarlo maggiormente alle esigenze dei pensionati, con una particolare attenzione ovviamente a quelli con redditi più bassi, per i quali abbiamo chiesto di proseguire sulla strada del rafforzamento della mensilità aggiuntiva che deve essere aumentata nell'importo ed allargata la platea dei beneficiari".