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Pensioni, Inps: 6 su 10 inferiori a 750 euro

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

In Italia, quasi 6 pensioni su 10 non arrivano a 750 euro mensili. Si registra una "forte concentrazione" nelle classi basse per l'importo mensile delle pensioni: il 59,6% degli assegni ha un importo inferiore a 750 euro. Una percentuale che per le donne raggiunge il 72,6%. Lo rileva l'Osservatorio sulle pensioni dell'Inps avvertendo come il dato fornisca comunque solo una misura indicativa della 'povertà' dato che molti pensionati sono titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi.

Si evidenzia che delle 10.608.976 pensioni con importo inferiore a 750 euro, solo il 43,0%, cioè 4.009.862, beneficia di prestazioni legate a requisiti reddituali bassi, quali integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, pensioni e assegni sociali e pensioni di invalidità civile. In questo contesto, aggiunge, il divario tra i due sessi è accentuato; infatti per gli uomini la percentuale di prestazioni con importo inferiore a 750 euro scende al 36,8% e se si analizza la situazione della categoria vecchiaia, si osserva che questa percentuale scende al 21,2% e di queste solo il 19,9% è costituito da pensioni in possesso dei requisiti a sostegno del reddito. Sempre per gli uomini, oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia è di importo compreso fra 1.500 e 3.000 euro.

Le pensioni vigenti al 1 gennaio 2021 sono 17.799.649, di cui 13.816.971 (il 77,6%) di natura previdenziale e 3.982.678 (il 22,4%) di natura assistenziale. L’importo complessivo annuo è pari a 212,9 miliardi di euro di cui 190 miliardi sostenuti dalle gestioni previdenziali e 22,9 miliardi da quelle assistenziali. L'Osservatorio Inps ricorda come nel 2020 siano state liquidate 1.182.971 pensioni delle quali il 40,7% di natura assistenziale. Un numero questo, si legge ancora, che registra "una linea di tendenza crescente che passa da 465mila nel 2003 a 587mila nel 2019, per poi scendere a 481mila nel 2020; anche le percentuali sul totale hanno una linea crescente arrivando a valori intorno al 50% dal 2012 al 2019, per poi diminuire nel 2020 al 41%; l’età media alla decorrenza ha un andamento sinusoidale tra i valori estremi di 68 e 70 anni".

Il 48,9% delle pensioni è in carico alle gestioni dei dipendenti privati delle quali quella di maggior rilievo (94,7%) è il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti che gestisce il 46,3% del complesso delle pensioni erogate e il 59,1% degli importi in pagamento. Le gestioni dei lavoratori autonomi erogano il 28,0% delle pensioni per un importo in pagamento pari al 24,2% del totale, mentre le gestioni assistenziali erogano il 22,4% delle prestazioni con un importo in pagamento pari al 10,8% del totale.

Analizzando i dati per categoria di pensione l'Inps osserva che le prestazioni di tipo previdenziale sono costituite per il 67,6% da pensioni della categoria vecchiaia di cui poco più della metà (57,2%) erogate a soggetti di sesso maschile, per il 6% da pensioni della categoria invalidità previdenziale di cui il 54,7% erogato a maschi e per il 26,4% da pensioni della categoria Superstiti che presentano un tasso di mascolinità pari al 12,3%. Le prestazioni assistenziali invece sono costituite per il 20,2% da pensioni e assegni sociali di cui il 37,1% erogate a soggetti di sesso maschile, il restante 79,8% delle prestazioni è erogato ad invalidi civili sotto forma di pensione e/o indennità, con un indice di mascolinità del 41,2%.